Pensioni: governo, 7 misure per 300 milioni. Cgil: "Non basta"

Il Governo presenta a Cgil, Cisl e Uil un pacchetto di misure sulle pensioni in 7 punti, per un costo complessivo di 300 milioni di euro.

Il premier Paolo Gentiloni ha spiegato che l'intenzione è di riutilizzare nel sistema previdenziale le risorse non spese per l'Ape social e l'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Margini per il negoziato comunque ci sono, ma non è detto che non sia necessario un nuovo incontro tra le parti.

"Credo che sia stato fatto un buon lavoro, nelle condizioni date il Governo mette in campo un impegno finanziario importante". Secondo Gentiloni "possiamo vedere se ci sono ulteriori possibilità correttive".

CAMUSSO CRITICA. Non ci sta però Camusso, secondo la quale sull'aspettativa di vita le proposte e la platea degli esentati da quota 67 anni avanzate dal governo "sono insufficienti".

Oggi riprende il tavolo tra governo e sindacati sull'adeguamento delle pensioni alla speranza di vita.

I provvedimenti che il governo ha inserito nelle Legge di Bilancio 2018, che sta per terminare il suo percorso nelle commissioni avviandosi così al voto parlamentare, non hanno per nulla soddisfatto le parti sociali che si sono viste cestinare gran parte delle proposte presentate per quanto riguarda la riforma. Pronta eventualmente a valutare come proseguire la mobilitazione.

NUOVO ROUND - Round supplementare sabato mattina tra governo e sindacati per la messa a punto di un testo dettagliato sull'esenzione dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni dal 2019 per i lavori gravosi.

Per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, "mancano alcune risposte che abbiamo ritenuto insufficienti". Abbiamo chiesto al governo di scrivere le proposte: "alcune sono molto buone rispetto al giudizio della mia organizzazione e coerenti, altre vanno corrette e precisate meglio, altre mancano".

Il nodo più intricato da dover sciogliere è sempre quello relativo all'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019, con le ultime notizie pensioni che parlano dei sindacati che starebbero puntando, visto che l'esecutivo è sempre ben fermo sul non fare passi indietro, almeno ad allargare la platea di chi potrebbe essere esonerato dal meccanismo.

Potrebbero dunque essere accolte circa 26.500 domande per l'Ape sociale (sulle 39.777 arrivate, il 75% delle 35mila previste) e 20mila per i lavoratori precoci (sulle 26.632 arrivate, l'80% delle 25mila previste). Intanto la revisione del meccanismo di calcolo dell'aspettativa di vita sulla base della media e non delle differenze di picco.


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