È morto Totò Rina: il capo dei capi

Dunque la morte ha preso anche il suo amico Totò Riina, il più grande criminale della storia italiana: è deceduto stanotte a 87 anni appena compiuti, una buona parte dei quali passati in celle isolate dal mondo, a rimuginare, forse ancora a comandare. A fugare ogni dubbio sul significato dell'immagine, anche la scritta 'shhh.' in bella evidenza, sul dorso del dito. Pochi invece, per adesso, i commenti: "Mi unisco al vostro dolore", scrive uno; "è un giorno molto triste", fa eco un altro. Nelle rare interviste concesse alla stampa Maria Concetta, 42 anni, rilasciava simili affermazioni. Ovvero, nessun funerale pubblico per Totò Riina.

Prima a sfogarsi la figlia Lucia, frustrata per non aver ricevuto alcun bonus bebè da Regione e Inps. "E' una notizia totalmente falsa - aveva postato Maria Concetta, precisando che la madre non era in casa - e chi scrive queste cose infangando il paese, dovrebbe solo vergognarsi".

Le sue condizioni erano nettamente peggiorate dopo l'ultimo intervento chirurgico subito: da quel momento il boss è entrato in coma e non si è mai risvegliato.

Alle 3.37, nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma, è morto il boss mafioso Totò Riina, in coma farmacologico da diversi giorni. Nato a Corleone e arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, Riina infatti era considerato ancora a tutti gli effetti il Capo di Cosa Nostra e dunque pericoloso. I legali, allora, avevano chiesto un differimento di pena per motivi di salute. Ieri, quando ormai era chiaro che le sue condizioni erano disperate, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss.


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