Manovra, il bonus bebè diventa "light": si dimezza a partire dal 2019

Via libera dalla Commissione Bilancio del Senato all'emendamento per il bonus a favore di chi si occupa di una persona malata all'interno del nucleo familiare.

Il super ticket sulla sanità invece non verrà abolito, come chiesto da Mdp.

La corta coperta dei fondi a disposizione del bilancio ha portato i parlamenteri a scegliere la seconda opzione: nella manovra 2018 sarà infatti data legittimità al cosiddetto "bonus bebè" che diventa una misura di sostengo strutturale.

Il bonus verrà corrisposto soltanto per il primo anno di età del bambino e non più fino al terzo anno. Gli emendamenti dei relatori riguardano i Comuni e prevedono innanzitutto un'ulteriore gradualità nella misura dell'accantonamento al bilancio di previsione del fondo crediti dubbia esigibilità (Fcde), attualmente pari all'85% nel 2018 e al 100% a partire dal 2019. È quanto si legge in un emendamento all'articolo 30 della manovra.

Un esempio: la famiglia di un bimbo nato a settembre 2018 con ISEE inferiore ai 25.000 euro annui, dopo aver fatto regolare richiesta, potrà ricevere il bonus mensile di 80 euro per 4 mesi (settembre, ottobre, novembre e dicembre 2018) e dal 2019 diventeranno 40 euro al mese fino a settembre dello stesso anno. Solo per i nati nel 2018 l'importo dell'assegno è confermato nell'entità già prevista per quest'anno, cioè un totale di 960 euro annui divisi in mensilità da 80 euro. Le coperture vengono ammontano a 195 milioni di euro per il 2019 e a 228,5 milioni a decorrere dal 2020. La proposta di modifica prevede che l'Inps provveda, senza nuovi oneri per la finanza pubblica, al monitoraggio dei maggiori costi derivanti dalla misura.


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