M5S, a Genova Tari doppio del dovuto

L'irregolarità è stata svelata - come riporta "La Repubblica" - dal sottosegretario all'Economia Pier Carlo Baretta, nel corso di un question time a Montecitorio. "La richiesta cita come fonte un articolo del Sole24ore del 2014 che già tre anni fa denunciava un'inesattezza nel calcolo della Tari".

L'importo della Tari deriva da due fattori: una quota fissa (che dipende dai metri quadri della casa) e una parte variabile (legata al numero degli abitanti della casa) moltiplicata per le pertinenze della casa.

"Ho ringraziato il Governo per il chiarimento - ha detto L'Abbate - e ho chiesto che venga al più presto inviata una nota formale all'Anci per illustrare le motivazioni alla base della nostra interrogazione e per far comprendere che è necessario quanto prima sistemare la situazione in quei paesi dove si è perpetrato l'errore". La 'truffa' sta nel fatto che le pertinenze non accrescono in alcun modo la spazzatura prodotta. Non è semplice. Occorre controllare sull'avviso di pagamento dove il Comune indica le unità immobiliari con i dati catastali, la superfice tassata, il numero degli abitanti, la quota fissa e la quota variabile: quest'ultima deve essere segnata solo per l'abitazione principale non per le pertinenze. Si dovrebbero quindi leggere attentamente detti avvisi che l'ente ha provveduto ad inviare ai contribuenti (la Tari è riscossa normalmente su liquidazione d'ufficio) verificando, in caso di pertinenze, che la quota variabile applicata risulti pari a zero euro.

La risposta di Baretta spiega bene la regola e l'errore commesso da alcuni Comuni: "Se una singola utenza è composta, ad esempio, da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza un diverso modus operandi dei Comuni - che determina una tariffa notevolmente più elevata - non trova alcun supporto normativo". "Il tutto in palese violazione - sostiene ancora Di Lieto - di quanto dispostodal punto 4.2 dell'allegato 1 al Dpr nr". 158/99. Il Codacons ha diffidato il Comune di Catanzaro a provvedere, in autotutela, all'immediato ricalcolo delle somme senza costringere i cittadini ad estenuanti code ovvero a sopportare i costi per ricorrere all'autorità giudiziaria.


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