Libia: migranti venduti all'asta come schiavi. ONU: respingimenti UE disumani

"La comunità internazionale non può chiudere gli occhi di fronte a questi episodi di violenza - dice Zeid - la sofferenza dei migranti detenuti nelle prigioni libiche è un oltraggio alla coscienza dell'umanità". "Stiamo spingendo per la chiusura dei campi di detenzione in Libia".

"L'Unione europea sta lavorando sul terreno in Libia in piena cooperazione con le Nazioni Unite esattamente perché la nostra priorità è sempre stata quella di continuare a salvare vite umane, proteggere le persone, combattere trafficanti ed i contrabbandieri e per creare canali legali verso l'Europa per coloro che necessitano di protezione internazionale", ha detto ancora la portavoce del servizio esterno Ue, commentando con l'ANSA le accuse lanciate dall'alto commissario per i diritti umani dell'Onu. Bruxelles replica: "I campi di detenzione in Libia devono essere chiusi perché la situazione è inaccettabile" e la Ue "si confronta regolarmente" con le autorità locali affinché usino "centri che rispettino gli standard umanitari", ha sottolineato la portavoce Ue.

Un reportage della Cnn ha puntato il riflettore sulle condizioni dei migranti in Libia. "Migliaia di uomini denutriti e traumatizzati, donne e bambini ammassati gli uni sugli altri, rinchiusi dentro capannoni senza la possibilità di accedere ai servizi più basilari" descrive drammaticamente. I filmati sono stati consegnati dalla Cnn alle autorita' libiche, che hanno promesso un'indagine.

"La politica dell'Unione Europea di assistere la guardia costiera libica nell'intercettare e respingere i migranti nel mediterraneo è disumana" sono le parole usate dal funzionario dell'Onu. "Non possiamo essere testimoni silenziosi di questa schiavitù dei giorni nostri, degli stupri e di altre violenze sessuali, di uccisioni in nome della gestione della migrazione e della prevenzione dell'arrivo sulle coste europee di gente disperata e traumatizzata", ha concluso Zeid. Il tenente Naser Hazam, dell'agenzia governativa libica contro l'immigrazione illegale a Tripoli, ha dichiarato di non aver mai assistito ad una vendita di schiavi, ma di essere a conoscenza di bande criminali che gestiscono il traffico di esseri umani.


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