Lamezia, è ufficiale: Comune sciolto per mafia

La proposta del ministro Marco Minniti è stata fatta sulla base delle relazioni redatte delle Commissioni d'accesso nominate dai Prefetti di Catanzaro (Lamezia e Petronà), Cosenza (Cassano allo Jonio), Crotone (Isola Capo Rizzuto) e Reggio Calabria (Marina di Gioiosa Jonica). In sostanza, la criminalità organizzata in quelle zone opererebbe pensanti condizionamenti al fine di ottenere appalti.

Lamezia Terme - Il Consiglio dei Ministri che si è riunito nel pomeriggio di oggi ha decretato lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale di Lamezia Terme. Lo ha stabilito il Consiglio dei ministri nel corso della seduta convocata a palazzo Chigi nel pomeriggio di oggi. La motivazione riguarda le infiltrazioni mafiose che sarebbero state accertate in questi comuni all'interno delle rispettive amministrazioni comunali.

Inutili - ed era prevedibile - lo sciopero della fame del sindaco Paolo Mascaro e le numerose memorie difensive presentata al Prefetto di Catanzaro. Per Lamezia, con i suoi oltre 70mila abitanti terza città della Regione per popolazione dopo Reggio Calabria e Catanzaro, è il terzo scioglimento nella sua storia: gli altri erano avvenuti nel 1991 e nel 2003. "Ho l'impressione che c'e' qualcuno che, ancor prima che venisse disposto l'accesso, aveva deciso che il Comune di Lamezia andava sciolto".

Il sindaco Mascaro, eletto con Forza Italia, in una intervista rilasciata all'agenzia "News & Com" ha detto che la decisione del Cdm "è pazzesca", perché a Lamezia "tutti insieme stavamo cercando di sconfiggere la criminalità organizzata. Nessuno puo' anticipare l'esito di un'istruttoria". L'intenzione del sindaco era di realizzare nella villa un centro 'Dopo di noi', una struttura in cui accogliere i ragazzi portatori di handicap che restano soli dopo la morte dei genitori.


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