La Cei: "Per Riina niente funerali pubblici in Chiesa"

Mai Riina ha mostrato cenni di cedimento, di attenzione per le vittime, di ripensamento rispetto al male fatto alla città, a se stesso a questa comunità".Poi aggiunge "La mafia non muore con nessuno. Istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio.

Stava scontando una pena di 26 ergastoli per omicidi e stragi di stampo mafioso, tra cui quelle in cui morirono i magistrati Falcone e Borsellino. A febbraio scorso, parlando con la moglie in carcere diceva: "sono sempre Totò Riina, farei anche 3.000 anni di carcere".

Un pensiero importante invece è quello di Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, che ha dichiarato: "Non gioisco per la sua morte ma non posso perdonarlo".

I familiari di Riina non sono riusciti a incontrarlo prima che morisse nonostante il permesso straordinario ricevuto dal ministro della Giustizia che, ieri, viste le condizioni del detenuto, aveva autorizzato la visita. Michele Pennisi, dopo la morte del boss di Corleone.

Dunque i mafiosi sono "scomunicati". La foto del profilo è una rosa nera, sovrastata dal volto di una donna che emerge da un sfondo scuro e un dito che 'taglia' la bocca con su scritto 'shhh', silenzio.

E' morto nella notte Totò Riina. "La condanna della mafia da parte della chiesa è chiarissima - spiega all'agenzia di stampa Askanews -. Si prende atto che si chiude una storia lunga e ci si interroga anche su come possa continuare Cosa Nostra a radicarsi in questo territorio". "La Chiesa non può e non deve smentire l'opera educativa che sta portando avanti contro la mafia". Nessuna richiesta in tal senso è stata fatta, secondo quanto verificato dall'agenzia di stampa Ansa, né al cappellano del carcere, frate Giovanni Mascarucci, né ai padri cappuccini che si occupano dei pazienti dell'ospedale dalla chiesa di San Francesco e neanche alla diocesi di Parma. "Mandarlo ai domiciliari, a Corleone, sarebbe un cattivo segnale dello Stato".


Popolare

COLLEGARE