Italia fuori dal Mondiale? Un disastro finanziario

La riscossa pontederese è poi iniziata contro il Piacenza Calcio, squadra ormai stabilmente in zona playoff che, al Mannucci, ha rimediato la sconfitta più larga del proprio campionato sino a oggi (tre a zero per i granata).

Nel 1958, per motivi ben diversi, l'Italia ha fallito l'appuntamento proprio con la Svezia, perdendo 2 a 1 a Belfast contro l'Irlanda del Nord. Senza i Mondiali, infatti, Figc ed Erario italiano dovranno fare a meno di svariati milioni di euro. In teoria non ci dovrebbero essere ripercussioni, in pratica senza la partecipazione a Russia 2018 non entrano le royalties che l'azienda riconosce alla federazione per le magliette vendute in presenza di grandi eventi sportivi, come è un mondiale. Inutile sottolineare il profondo senso di frustrazione che colpì i protagonisti di questo storico insuccesso, partiti, anche loro, con i favori del pronostico e costretti poi a dover rinunciare anzitempo al sogno Mondiale, che molti dei ragazzi del'58 non ebbero mai altra opportunità di provare.

E non finisce qui: non possiamo non citare gli accordi per i diritti tv con Rai e Sky, che durante l'ultimo mondiale avevano prodotto più di 180 milioni nelle casse di Fifa.

La notte di San Siro è una lunga agonia. Superare i gironi vale quasi 7 milioni di euro (e non superarli, come fece l'Italia di Prandelli nel 2014 portò comunque 6,8 milioni di ricavi...) arrivare ai quarti può valere oltre 15 milioni, e via via a salire fino ai 24 milioni di euro per la finalista e i 32,5 per chi conquista la coppa. Questa partita segna il fallimento di una gestione tecnica e federale: il ct Ventura a fine ciclo. Sicuramente serve una rifondazione, serve ripartire da zero e le figuracce rimediate agli ultimi Mondiali devono farci riflettere: bisogna adeguarsi al calcio moderno, abbandonando idee vecchie di decenni e puntare di più sui giovani. Senza farla più grave di quel che è, non vanno dimenticate anche queste piccole realtà, per cui queste occasioni risultano delle notevoli boccate d'ossigeno.

Meno soldi, meno possibilità d'investimento, maggiori difficoltà di tirare fuori l'Italia calcistica dal pantano: l'Italia perderebbe punti e le prossime volte potrebbe dover competere con Nazionali più competitive ancora, rendendo ancora più difficile la qualificazione ad altri tornei.


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