Il boss Totò Riina in fin di vita

Il capomafia è in coma, dopo due importanti interventi chirurgici, nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Riina fu arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza ed è considerato tuttora il capo indiscusso di Cosa nostra. I magistrati a tal proposito avevano scritto: "Riina ha sì molte malattie ma è assistito quotidianamente con estrema attenzione e rispetto della sua volontà, al pari di qualsiasi altra persona che versi in analoghe condizioni fisiche". Sua la scelta di lanciare un'offensiva armata contro lo Stato nei primi anni '90. Nel corso degli anni, d'altronde, il boss non ha mai mostrato risentimento per i suoi crimini, continuando a rivendicare il suo ruolo (l'ultima volta appena 3 anni fa) nell'eccidio del magistrato Falcone, di sua moglie e della sua scorta. L'ultimo processo a suo carico è quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato. La scorsa estate si è dibattuto sulla possibilità che il "capo dei capi" potesse uscire dal carcere per affrontare una "morte dignitosa". Secondo quanto scrive Repubblica Palermo, nel secondo intervento a cui è stato sottoposto il boss, sarebbero sorte gravi complicazioni che hanno reso necessaria una sedazione profonda. La Direzione investigativa antimafia a luglio aveva ribadito che il boss era ancora "a guida di Cosa nostra, a conferma dello stato di crisi di un'organizzazione incapace di esprimere una nuova figura in sostituzione di un'ingombrante icona simbolica". Oggi 16 novembre compie 87 anni.

Recluso al 41 bis e da tempo è in precarie condizioni di salute.


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