Draghi: da vigilanza Bce regole comuni e banche più forti

Tutto questo fermo restando che anche secondo il governatore le banche devono fare "chiari progressi" sulla gestione dei crediti deteriorati, specialmente visti gli effetti positivi della ripresa. "Stanno inviando i loro piani, che noi vagliamo per assicurarci che siano abbastanza ambiziosi, realistici e credibili" ha detto Nouy. "Hanno anche fornito un supporto cruciale alla nostra politica monetaria - ha detto Draghi - da quando siamo entrati in una nuova fase della nostra politica accomodante a meta' 2014". Il presidente della Bce ha chiesto "uno sforzo comune" tra Vigilanza e banche per risolvere definitivamente il problema.

"In particolare - ha insistito il governatore - le autorità di Vigilanza dovrebbero evitare di imporre misure che di fatto imporrebbero vendite in blocco di Npl di banche, che nelle circostanze attuali provocherebbero un crollo dei prezzi degli Npl e in questo modo un trasferimento di risorse dalle banche verso un piccolo gruppo di investitori specializzati che operano in condizioni di oligopolio".

Draghi ha ricordato come "sappiamo tutti" quanti danni il persistere di elevati di NPL possano arrecare alle banche e alla loro erogazione di credito. Lo sviluppo della supervisione europea - rileva ancora Draghi - non solo ha ridotto il rischio di fallimento delle singole banche, "ma ha anche, come sperato, avuto qualche successo nel ridurre l'importanza dell'ubicazione dell'istituto nella percezione del rischio bancario, visto che un'unica, rigorosa supervisione è una precondizione essenziale per gli altri pilastri dell'unione bancaria che con maggior decisione vanno a recidere il nesso fra banca e Stato sovrano". E sebbene i livelli degli NPL stiano scendendo per le banche importanti - dal 7,5% circa di inizio 2015 al 5,5% di oggi - il problema non è stato ancora risolto. Guardando alle banche maggiori la correlazione fra i credit default swaps bancari e quelli sovrani è ora "considerevolmente più debole di quanto non fosse al picco della crisi".


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