Di Maio fa saltare all'ultimo il confronto Tv con Renzi

Di Maio rincara la dose, definendo il partito di Matteo Renzi "politicamente defunto" e sottolineando come il verso avversario del M5S non sia il PD o Renzi, ma "l'indifferenza che genera l'astensione".

In un periodo in cui i Talk politici hanno subito un drastico calo di interesse il confronto tra Di Maio e Renzi avrebbe potuto rigenerare quell'attenzione necessaria per riavvicinare il telespettatore alla politica, in vista anche delle future, e prossime, elezioni nazionali. Ora la marcia indietro. "Il nostro competitor non è più Renzi" e concude: "A breve ci sarà una direzione del Pd dove il suo ruolo sarà messo in discussione". Alla "sfida gentile" di Fabrizio Micari non credeva di fatto più nessuno così come già il voto a Palermo aveva segnalato che il Pd in Sicilia continua ad arrancare. "Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato questa prospettiva", spiega in un post su Facebook "Mi confronterò con la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione", aggiunge il candidato premier M5S. "Chi è il leader del Pd lo decidono le primarie". Sarà pure bellissimo, ma non è quello che loro vogliono, per quanto il cerchio magico posso sbattersi nelle interviste nelle comparsata e televisive: chi vota sinistra continuo a preferire Bersani ad Alfano e Verdini. Renzi, invece, ha personalizzato tutto. La replica? Arriva, tranquilli, arriva: "È talmente ridicolo che ogni commento rovinerebbe questa commedia", a firma Richetti, oppure "Spero che Floris mantenga il confronto". Al limite con una sedia vuota. Il vice presidente della Camera aveva proposto La7 e il Pd, pur sottolineando di preferire un confronto su una rete Rai, aveva alla fine dato il via libera all'appuntamento a DiMartedì, la trasmissione di Giovanni Floris. "Tanto non si noterà granché la differenza", spiega Orfini. "Di Maio ha paura del confronto con Renzi, quindi lo annulla senza mezza motivazione".

"Scelta infelice. Non si fa così, qualsiasi atto di questo tipo può essere letto o come eccesso di presunzione o eccesso di paura": lo dice Enrico Mentana che del Tg La7 è il direttore e che fino all'ultimo era in ballottaggio con Floris per ottenere la parte da moderatore del duello, divenuto ora più una farsa che altro.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Quando ho preso in mano il partito, Renzi aveva dalla sua parte - sia pure con il mal di pancia - tutti i vecchi leader, ed era alleato della sinistra.


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