Crisi Italia, Del Piero: ''La fine è iniziata con Calciopoli''

Per Alessandro Del Piero invece le cause sono da ricercare addirittura al 2006, quando il calcio italiano fu sconvolto da Calciopoli e dai loschi affari della Juventus che fu retrocessa in Serie B: "Calciopoli è stata come una bomba atomica, si è rotto il calcio". Io dico che la componente più difficile, per uno che vuole allenare, è mettere insieme diverse abilità: condurre gli allenamenti settimanali, avere a che fare con la stampa, essere bravo con i dirigenti, capire i tifosi e, soprattutto, gestire lo spogliatoio. Come a dire: è stato quasi alieno, alzando molto le aspettative. Forse serve solo del tempo per digerire il cambiamento. Non è la prima volta che in autunno la Juve zoppica.

L'ex capitano bianconero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha largamente disquisito a proposito della sua Juventus, del suo erede con la maglia numero 10 Paulo Dybala, dei rivali del Napoli e di Lorenzo Insigne, autore di uno splendido "gol alla Del Piero" nell'ultima gara di Champions League giocata al San Paolo contro lo Shakthar Donetsk. "Allegri sta aspettando questo momento". Quindi mi aspetto ancora la Juve protagonista in Italia e in Europa. Però, penso che Del Piero quando era giovane era molto più potente di Dybala. Lo frega il macello di gol che ha segnato ad inizio stagione. Da quel momento i grandi campioni sono andati a giocare all'estero e le altre nazionali sono cresciute esponenzialmente.

Del Piero si è laureato campione del mondo a Berlino nel 2006 ed è impossibile non parlare dell'eliminazione dell'Italia da Russia 2018: "L'eliminazione dal Mondiale è lo specchio del nostro calcio, bisogna prendersi le responsabilità, anche da parte dei club. Poi, se dovessero lasciarmi un messaggio, lo ascolterei".


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