Con un figlio disabileFaceva tardi al lavoro

All'Ikea di Corsico, in provincia di Milano, una madre separata con due figli a carico, di cui uno disabile, è stata licenziata perché non rispetta l'orario di ingresso alle 7 del mattino. "Le leggi a tutela delle madri lavoratrici ora ci sono. - ricorda l'esponente dem - Basti pensare alla legge sulle dimissioni in bianco per impedire che le ragazze incinte vengano licenziate o alle risorse messe a disposizione del welfare aziendale nelle leggi di bilancio per sostenere servizi completamente defiscalizzati che sostengono la genitorialità, ma anche alle scelte di sostegno alle famiglie, ai premi aziendali durante la maternità che ora, a differenza del passato, vengono pagati, al congedo di paternità obbligatorio".

Licenziata perché non rispettava gli orari di lavoro. Lei ha accettato senza problemi, ma aveva espresso la necessita di un orario lavorativo differente per venire incontro alle necessita dei suoi figli piccoli. Poi, un cambio di orario, incompatibile con la gestione del figlio piccolo e delle sue terapie: "Ho chiesto di essere spostata di reparto, di cambiare turni, anche di essere declassata: nulla, Ikea non ha voluto neanche il confronto". All'inizio mi hanno detto di sì e che non ci sarebbero stati problemi. "Dal magazzino alle casse, poi al bistrot-bottega e, nel 2015, presa la laurea da tecnologo alimentare, sono passata al ristorante". La storia, raccontata ieri sul nostro sito, è stata ripresa da diversi organi di informazione, e da ormai molte ore numerose persone stanno postando con rabbia sui profil social commenti negativi in merito al licenziamento di Marica Ricutti. A Marica è stato contestato l'orario che faceva prima (con inizio alle 9 di mattina) e che aveva adottato nel nuovo reparto. La lettera di licenziamento è arrivata la scorsa settimana e le motivazioni riportate da Ikea sono "il venir meno del rapporto di fiducia con la lavoratrice", proprio a causa di due episodi. Dalle "vendette" successive all'eliminazione dell'Italia contro la Svezia, la nazione dove è stata fondata Ikea, la pagina Facebook dell'azienda è subissata di rabbiose proteste per quanto successo a Corsico.

Un caso di ingiustizia quello che è accaduto alla mamma trentanovenne Marica Ricutti, dipendente del colosso svedese IKEA di Corsico, alle porte di Milano. Anche Marco Beretta, componente della CGIL di Milano, ha fatto sapere di voler raccogliere delle firme per far valere i diritti dei lavoratori meno fortunati come la Ricutti.


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