Chiude la Honeywell di Atessa: l'annuncio della multinazionale

La notizia ufficiale è stata comunicata mercoledì ai sindacati e al ministero dai vertici della multinazionale che produce turbocompressori per motori diesel.

Non sarà una battaglia facile quella dei 420 lavoratori che, considerando l'indotto superano le 600 unità, rivendicano solo il diritto di poter lavorare qui in Val di Sangro e di non vedere andati perduti anni di sacrifici e di poter ancora guardare al futuro con serenità e senza paure.

Dopo 60 giorni di sciopero e di presidio permanente di fronte i cancelli dell'azienda, la Honeywell ha ufficialmente comunicato la chiusura del sito di Atessa nella prossima primavera [LEGGI QUI]. L'azienda - si legge in un articolo pubblicato sull'edizione abruzzese dell'Ansa - ha sostenuto che a conclusione della procedura di solidarietà che scade il prossimo 2 aprile verrà aperto il percorso di mobilità. I sindacati hanno immediatamente convocato un'assemblea per le 18 di stasera nella sala polifunzionale di Atessa. "Chiediamo un immediato intervento del Governo - ha dichiarato il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli - e l'apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico: l'irresponsabilità e il mancato rispetto del sindacato e delle istituzioni italiane non può passare senza una forte reazione delle istituzioni italiane". "È un epilogo inaccettabile in un quadro in cui peraltro lo stabilimento aveva sempre raggiunto elevati standard di produttività e le istituzioni italiane avevano dimostrato disponibilità a sostenere con investimenti il rilancio produttivo del sito". I vertici di Honeywell hanno ritenuto di non accogliere la proposta avanzata dal ministro e hanno comunicato la decisione di cessare l'attività. Per il Mise si tratta di una decisione "estremamente grave".


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