CDM. "Stop agli abusi", varato decreto intercettazioni

Tanto per capirci, lo sfogo "mi tratti come una sguattera del Guatemala" che l'ex ministra Federica Guidi rivolgeva al compagno Gianluca Gemelli indagato per "traffico di influenze" nell'inchiesta Tempa rossa di Potenza, non avrebbe mai avuto il via libera alla pubblicazione.

Il provvedimento mira a regolamentare in maniera più stringente l'utilizzo delle intercettazioni per evitare la diffusione di conversazioni irrilevanti ai fini delle indagini.

"Il primo vaglio riguarderà la Polizia giudiziaria che dovrà togliere dagli atti ciò che non è penalmente rilevante".

"Noi non limitiamo l'uso delle intercettazioni ma contrastiamo l'abuso - ha continuato il premier -, sappiamo che questo strumento è fondamentale per le indagini e in nessuno modo vogliamo limitare la possibilità di disporre di uno strumento per la magistratura fondamentale per contrastare i reati più gravi ma è evidente che in questi anni ci sono stati frequenti abusi". È la "selezione" di quelle "non penalmente rilevanti", il "cuore" della riforma. Il provvedimento prevede anche l'istituzione presso l'ufficio del pm di un archivio riservato delle intercettazioni la cui "direzione" e "sorveglianza" è affidata al Procuratore della Repubblica e il cui accesso - registrato con data e ora - sarà consentito solo a giudici, difensori e ausiliari autorizzati dal Pm. Per gli altri reati sarà necessaria un'autorizzazione ufficiale. D'altro canto "si rende più semplice la richiesta Intercettazioni peri più gravi reati contro la Pubblica Amministrazione, e non si interviene sulla libertà di stampa e il diritto di cronaca".

Il Guardasigilli ha spiegato che quando sarà operativo il Decreto, che ancora deve passare al vaglio del Parlamento, comporterà una "modifica dell'assetto delle Procure che avranno un tempo congruo per adeguarsi alle novità".

"Lo sforzo è apprezzabile", ha commentato invece Eugenio Albamonte, presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati. Tra le preoccupazioni espresse dal Segretario dei Penalisti, innanzi tutto il timore che sia stata prevista "una scarsa tutela della riservatezza dei colloqui occasionalmente effettuati tra avvocato e assistito. Condividiamo questo aspetto", ha proseguito.

INTERCETTAZIONI MEDIANTE "TROJAN" - Il decreto legislativo disciplina le intercettazioni mediante captatore informatico (il cosiddetto "trojan", un malware occultamente installato dall'autorità inquirente su un apparecchio elettronico dotato di connessione internet attiva), il cui utilizzo, ampiamente praticato, non era stato fino ad oggi regolamentato da norme. "Questa è la parte più debole della riforma".


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