Bimba di 9 anni uccisa dalla schiuma da barba del padre

Ci vorranno ancora oltre 60 giorni perché il consulente tecnico nominato dal procuratore aggiunto Nunzia D'Elia e dal pm Maurizio Arcuri, titolari di un procedimento contro ignoti per omicidio colposo, possa chiarire il quadro.

Secondo i primi accertamenti svolti dagli inquirenti la presenza della sostanza, come riportano oggi alcuni quotidiani, sarebbe legata all'utilizzo da parte della ragazzina della schiuma da barba del padre utilizzata per ammorbidire lo "slime", sorta di pongo gelatinoso molto diffuso tra i bambini. La bambina si era sentita male nella sua casa di Matera il 5 ottobre ed era stata portata al pronto soccorso dell'ospedale della cittadina della Basilicata.

La bimba era stata trasportata all'ospedale romano in condizioni gravissime lo scorso 7 ottobre dopo essere stata ricoverata in una struttura del capoluogo lucano, ma per lei non c'è stato niente da fare. Nel suo sangue sono state trovate tracce elevate di metanolo, la stessa sostanza contenuta nella schiuma da barba con cui giocava spesso. Perciò quanto è accaduto "deve essere studiato approfonditamente, non ci sono elementi chiari", ha spiegato Reale.

Purtroppo le abitazioni sono piene di pericoli per i bambini.

Il pediatra ha comunque avvertito che è meglio non mescolare in casa sostanze chimiche sconosciute: "La casa è il posto più pericoloso per un bambino tra uno e tre anni, che hanno una grande mobilità ma non il senso del pericolo - ha detto il medico - I rischi in casa derivano dai detersivi, dai farmaci o dai cosmetici lasciati incustoditi, mentre un altro luogo pericoloso è il garage, dove potrebbero trovarsi carburanti, oli o acquaragia. Non bisogna "nè travasare liquidi in bottiglie prive di etichetta" né 'fidarsi' delle capacità dei propri bambini".


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