Banche venete, l'affondo di Bankitalia

Bankitalia ha rivelato i problemi delle due banche venete, dove la colpa del crac è dei vertici che hanno sistematicamente nascosto informazioni rilevanti e poi delle Autorità che non hanno vigilato. Lo ha detto Carmelo Barbagallo, responsabile della Vigilanza di via Nazionale, nell'audizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulle banche.

E allora la Banca d'Italia non ha nessuna colpa?

Nuova polemica sulla crisi delle banche venete - Popolare di Vicenza e Treviso Banca -, stavolta a parlare "Le criticita?" Secondo Renzi Visco non doveva essere confermato, e ora che Palazzo Chigi e Quirinale lo hanno ugualmente rimesso sul trono, alla Banca d'Italia devono sapere che nulla sarà loro perdonato, tantopiù in campagna elettorale: quando qualcuno rinfaccerà al Pd di "aver salvato le banche", Renzi risponderà: noi abbiamo rimediato ai guasti dei banchieri e agli occhi chiusi di Ignazio Visco e dei suoi ispettori. Non vorrei dare l'impressione che noi tendiamo ad autoassolverci, assolutamente no. Noi siamo qui per dirvi quali sono i fatti, a voi stanno i giudizi e le valutazioni seguenti. "Voi siete assolutamente nella condizione di poter verificare tutti gli errori che eventualmente sono stati commessi".

"Io - ha aggiunto - non posso documentare quante volte ho detto a colleghi non andate, o alle banche non assumete" ma tutto quello che si poteva fare in passato era una moral suasion. Rispondendo così ai tanti che hanno invece sollevato dubbi sull'efficacia dell'azione di vigilanza.

Barbagallo ha spiegato che le operazioni "baciate" non sono più vietate per legge dal 2008 a patto che non siano conteggiate nel patrimonio di vigilanza.

E di fronte ai parlamentari che lo incalzavano sul caso dei funzionari di Bankitalia - almeno cinque - che negli anni hanno rivestito ruoli, come dipendenti o consulenti esterni, nella Banca Popolare di Vicenza su cui in precedenza avevano indagato come ispettori - ha ammesso: "Ritengo inopportune le assunzioni di ex dipendenti di Bankitalia negli istituti vigilati". Via Nazionale anche senza i poteri investigativi "ha segnalato tempestivamente le irregolarità all'autorità giudiziaria con la quale l'interlocuzione è stata continua e aperta, al pari della collaborazione con la Consob". Il fuoco alle polveri l'ha dato Daniele Capezzone, ex Forza Italia ora fittiano: "Lei dottore pensa che noi dormiamo".


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