Argentina, sottomarino della Marina Militare scompare con 44 persone a bordo

"Il papa - si legge nel testo - esprime la sua preghiera fervente per i 44 componenti dell'equipaggio" del sottomarino 'Ara San Juan' disperso e assicura "tutta la sua vicinanza ai familiari e alle autorità militari e civili del Paese in questo difficile momento".

Enrique Balbi, portavoce della Marina Militare argentina, ha dichiarato alla stampa: "L'ultima posizione (registrata) era quella di due giorni fa".

Un aereo della NASA alla ricerca del sottomarino San Juan: i militari americani sono pronti ad unirsi alla ricerca in caso di necessità, riferisce il sito dell'organizzazione non governativa Naval institute, citando il comando meridionale dell'esercito USA.

Proprio le cattive condizioni meteo nella zona dell'ultimo contatto - con raffiche di vento oltre i 90 chilometri orari e un forte moto ondoso - potrebbero aver costretto il "San Juan" a navigare in immersione, il che spiegherebbe la perdita del contatto radio, possibile solo se l'unità naviga in superficie o comunque con l'antenna oltre il pelo dell'acqua.

Balbi ha smentito le voci secondo le quali a bordo del sommergibile sarebbe scoppiato un incendio, un evento catastrofico per un'unità sottomarina. Tra le varie ipotesi c'è quella che possa aver avuto un problema con l'alimentatore.

Da parte sua, l'ammiraglio Gabriel Gonzalez, comandante della base di Mar del Plata, ha indicato che a bordo del San Juan "c'è cibo e ossigeno a sufficienza" per tutto l'equipaggio, sottolineando che "non si può dunque parlare di un'emergenza". "Ci impegniamo a utilizzare tutte le risorse nazionali e internazionali necessarie per trovare il sottomarino 'Ara San Juan' il prima possibile", ha scritto sul suo profilo ufficiale Twitter il presidente aregntino, Mauricio Macri, "Siamo in contatto con le famiglie dell'equipaggio del sottomarino ARA San Juan per informarli e sostenerli".

Il "San Juan", fabbricato in Germania dalla Thyssen, è un sommergibile a propulsione diesel-elettrica lungo 65 metri e in grado di raggiungere i 250 metri di profondità, con un'autonomia di 22mila chilometri; varato nel 1983, aveva appena completato i lavori di manutenzione previsti alla metà della sua vita operativa.


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