Telescopi e satelliti hanno catturato l'altra faccia dell'onda gravitazionale

Le analisi hanno confermato che il nuovo oggetto a 130 milioni di anni luce dalla Terra è una kilonova, una stella che si crea quando due oggetti densissimi come le stelle di neutroni si fondono tra loro, con una luminosità mille volte superiore a quella di una nova, che però cambia colore e poi svanisce nel giro di pochi giorni. Inoltre il momento della nascita è stato anche 'fotografato' con diverse modalità. Il "flash" di raggi gamma emesso in seguito alla collisione è stato rilevato per circa 100 secondi. Un'onda gravitazionale che era stata seguita da un "lampo gamma", cioè da una emissione potente e improvvisa di raggi gamma.

Durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi a Washington c'è stato anche un collegamento con Trento durante il quale sono stati esposti i risultati dell'osservazione. La rivelazione è stata fatta dai due rivelatori gemelli Ligo situati a Hanford, nello stato di Washington e Livingston, in Louisiana, e le informazioni fornite dal terzo rivelatore, Virgo, situato in Italia, vicino a Pisa, hanno permesso la precisa localizzazione dell'evento cosmico. "Poi improvvisamente è successo tutto", racconta Enrico Calloni, fisico dell'INFN e membro del comitato che ha svolto la valutazione dei segnali di onde gravitazionali raccolti dalle collaborazioni LIGO-VIRGO.

Una stella di neutroni è una fase finale della tormentata vita di una stella quando, dopo essere esplosa come Supernova, la sua materia diventa estremamente densa, perde l'organizzazione abituale in elettroni, protoni e neutroni fino a risultare composta quasi esclusivamente da neutroni. In questo modo gli scienziati di tutto il mondo sono stati messi in allerta, pronti ad osservare quella specifica porzione del cielo da cui proveniva il segnale. Ieri il suo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica "Nature": spiega come nell'universo si formano i metalli pesanti.

Per la prima volta è stata osservata una "fabbrica" di elementi pesanti, come oro e platino.

Lo scontro fra le stelle di neutroni ha provocato una nube formata da elementi pesanti, tra cui platino ed oro, presenti in quantità pari a 10 volte la massa della Terra. Ma è una miniera irraggiungibile dal nostro pianeta.

L'evento è avvenuto a 130 milioni di anni luce da noi, alla periferia della galassia NGC4993, in direzione della costellazione dell'Idra. La nuova astronomia è chiamata "multimessaggero" in quanto è il risultato di osservazioni basate su segnali di tipo diverso. "E' come avere simultaneamente l'udito e la vista - aggiunge Coccia - per descrivere i fenomeni cosmici che accadono nel nostro Universo". A spiegarlo all'Adnkronos è il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston.


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