Scomparsa Denise: Dna dalle impronte. Sul web foto somigliante su sito pedopornografico

Era il 2004 quando Denise Pipitone scomparve dal marciapiede davanti alla sua abitazione, dove stava giocando. Di tanto in tanto, in vicende come queste, sembra far capolino qualcosa in grado di produrre una svolta, ma tante volte è una cantonata che non fa altro che affondare la lama nel dolore delle famiglie.

Per la donna ci sono delle caratteristiche fisiche che riportano alla bimba: "Il mento, il naso, gli occhi, che mi hanno colpito tantissimo - ha detto - e anche l'orecchio destro".

Il legale e Piera Maggio avevano chiesto, già la scorsa primavera, accertamenti su alcune impronte, mentre la Procura ha esteso l'esame su tutte le impronte a suo tempo rilevate. Le impronte sono state rilevate all'interno di diverse auto e in diversi luoghi della zona di Mazara del Vallo. Si tratta di una foto trovata in rete da uno spettatore del programma e inviata alla mamma di Denise, che è stata messa a confronto con l'immagine elaborata dai Carabinieri del Ris sul possibile aspetto della bambina all'età di 8 anni. Grazie alle nuove metodologie è possibile, infatti, ricavare il Dna anche dalle impronte digitali. Al momento si attendono i risultati delle analisi delle impronte digitali.

Nel frattempo i giudici della Corte di Cassazione hanno rilevato che il caso sia ancora aperto e irrisolto e per questo a 13 anni dall'apertura delle indagini queste non sono ancora state chiuse. Un secondo imputato, il fidanzato di Jessica, l'italo-tunisino Gaspare Chaleb, era accusato di false dichiarazioni al pm, ma uscì presto dal processo per la prescrizione del reato.

Dal 2004 ad oggi Piera Maggio, la coraggiosissima mamma di Denise, si è spinta sempre più lontano nel tentativo di cercare sua figlia, sempre mossa dalla convinzione che Denise sia viva da qualche parte. E questo potrebbe aprire nuovi scenari, intanto determina una riapertura del caso per la ricerca del DNA nelle impronte.


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