Rosatellum bis, il voto finale alla Camera

Prime due fiducie senza patemi La terza votazione di fiducia sull'articolo tre riguarda la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali. "L'Italia è una grande democrazia, continuerà a esserlo, ma l'approvazione della legge scalfisce la qualità della nostra democrazia e consegna questa legislatura a una dinamica tutt'altro che positiva".

La decisione di porre la fiducia alla votazione della nuova legge elettorale - il Rosatellum, dal nome del capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato - scontenta Movimento 5 Stelle e Democratici e progressisti. Secondo il Pd sono stati circa 30-35, considerando che alcuni deputati erano in missione, altri assenti e altri ancora avevano annunciato di votare diversamente dal loro partito. Unica polemica quella legata all'emendamento all'articolo 5 del Rosatellum bis, approvato con 372 voti favorevoli e 149 contrari. "Quando ce l'hanno chiesto, noi abbiamo acconsentito a questa parificazione di diritti". Gli esponenti del M5s annunciano nuove mobilitazioni prima al Senato, quando il testo della legge elettorale verrà discusso a Palazzo Madama, e poi - in caso di voto favorevole dell'Aula - anche al Quirinale per convincere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a non firmare il Rosatellum bis. Rispetto al tema della fiducia parlamentare, deputato cremasco di Mdp Franco Bordo ricorda come "insediandosi, il premier Gentiloni aveva promesso solennemente che ciò non sarebbe mai accaduto". Gli italiani all'estero in tutte le tornate elettorali passate hanno confermato un forte orientamento di centrosinistra.

L'obiettivo dei quattro principali partiti che sostengono la legge (Partito democratico, Alternativa popolare, Lega Nord e Forza Italia) è ridurre al minimo il pericolo rappresentato dai franchi tiratori. "State imbrogliando i vostri elettori anche se io un'idea ce l'ho su con chi volete governare". La speranza è che il numero non cresca man mano che si avvicina il momento del voto. E infatti, fuori dall'Aula le opposizioni hanno protestano animatamente: "La melma del Paese non torni in alto", ha detto Grillo e D'Alema ha attaccato: "Legge inaccettabile, la dirigenza del Pd logora la democrazia". L'esame potrebbe iniziare il 24 ottobre, prima della legge di Stabilità.


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