Rosatellum bis: il governo pone la fiducia sulla legge elettorale

Intanto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, riguardo la votazione sulla legge afferma "Non so come andrà a finire con la legge elettorale ma il combinato disposto tra i collegi molto grandi del Consultellum e il problema della trasparenza dei finanziamenti, rischia di essere esplosivo: c'è il rischio di una disparità e di una distorsione del sistema democratico".

Si tratta in quest'ultimo caso del ritorno delle cosiddette liste civetta, inventate da Mussolini nel 1924 sotto il nome di liste di disturbo che avevano come finalità quella di sottrarre voti alle forze di opposizione.

La seconda volta che in epoca repubblicana il governo ha accettato di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale è molto più recente: lo ha fatto il Consiglio dei ministri presieduto da Renzi con l'Italicum, approvato in via definitiva alla Camera nella primavera 2015. Un'incognita a cui Pd, Forza Italia, Ap e Lega (le forze del nuovo patto a quattro sulla legge elettorale) pensano di rispondere con la tecnica parlamentare del "canguro", ossia con emendamenti predittivi che farebbero cadere automaticamente tutti gli altri. Il Movimento 5 Stelle e i partiti della sinistra, scrive il Corriere della Sera, hanno deciso di spostare fuori dal Palazzo la protesta contro la riforma della legge elettorale e, soprattutto, contro la decisione di maggioranza e governo di porre la questione di fiducia: un atto giudicato "eversivo". "Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia". Alle 14.20 arriva poi la definitiva notizia dal CdM: "sì alla fiducia per il voto sul Rosatellum". Non solo grazie ad uno sbarramento oggettivamente esiguo, ma anche perché si abbasserà notevolmente il numero di firme necessarie per presentarsi nella parte proporzionale (750 sottoscrizioni) alla Camera e sempre 750 per chi si presenta in tutte le regioni al Senato. "Sarà un momento importante, protesteremo contro questo scempio", ha poi confermato all'AdnKronos il capogruppo M5S a Montecitorio, Simone Valente.

Saranno tre le fiducie, sui primi tre articoli dei cinque di cui si compone la legge elettorale, che saranno votate da domani nell'Aula della Camera. Se a ciò aggiungiamo il fatto che per arrivare all'approvazione della legge si sta, di fatto, espropriando il Parlamento delle sue prerogative, è evidente che il Pd ha dei problemi con il concetto di democrazia. Gia' in Commissione abbiamo sostenuto come questa legge elettorale, nello scenario attuale, rappresenti il miglior compromesso possibile. È inoltre l'ennesima tappa di un processo di alienazione politico-elettorale che rende i cittadini del tutto inconsapevoli del funzionamento del "sistema" e dunque li priva di un effettivo controllo sul proprio potere di voto. Quello a scrutinio segreto, che rappresenta lo scoglio maggiore per il governo. Ci opporremo in ogni modo.


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