Referendum Catalogna, vince il si ma in Spagna regna sempre il caos

Il portavoce ha aggiunto che 400 seggi, corrispondenti a 770mila elettori, sono stati chiusi dalla polizia spagnola, che in molti casi ha sequestrato le urne.

Nonostante la Guardia Civil, su mandato di Madrid, stia provando ad impedire con la forza ai catalani di votare per il referendum indipendentista, tagliando i collegamenti internet a diversi seggi o sparando proiettili di gomma, il 73% dei seggi e aperto.

Una consultazione non autorizzata dal governo spagnolo, da Madrid, dal premier Rajoy. Il giorno dopo il referendum per l'indipendenza la spaccatura tra Barcellona e Madrid sembra essere ancora più profonda e ormai definitiva.

Domani martedi è stato proclamato, da oltre 40 sigle sindacali, uno sciopero "per la grave violazione del diritto e delle libertà".

Ora siamo ai numeri, che però non si capisce quale ente indipendente potrà certificare: entro 48 ore dalla presentazione dei risultati il governo regionale può dichiarare l'indipendenza, unilateralmente. Un centinaio di denunce sono già state presentate dai feriti contro la polizia spagnola.

Il direttore di Intelligonews Fabio Torriero ha definito il referendume un "atto di finta democrazia e sovversione".

Le immagini choc che sono circolate sul web e in tv nel corso della giornata di ieri rimarranno nella storia: anziane 70enni trascinate a forza dalla Guardia Civil fuori dai seggi, inermi elettori sanguinanti per le strade, vigili del fuoco che con le mani in alto si frappongono tra i manifestanti e gli agenti in assetto antisommossa, la porta sfondata del seggio di Girona dove era atteso il presidente catalano Carles Puigdemont, l'irruzione della polizia in un seggio per sequestrare le urne dove gli elettori stavano depositando le schede elettorali. Il "sì"- secondo i dati quasi definitivi resi pubblici dal portavoce del governo catalano Jordi Turull - ha ottenuto il 90 percento dei voti, il "no" invece si è fermato al 7.8 percento. Sono stati conteggiati 2.262.424 voti. Mentre il premier Mariano Rajoy ha replicato: "Non c'è stato un referendum per l'auto determinazione della Catalogna". Riunione straordinaria anche del governo catalano. "L'Ue - ha detto - deve favorire una mediazione fra Madrid e Barcellona sulla crisi della Catalogna".

La Catalogna ha scelto di dire definitivamente addio alla Spagna. Anche il club del Barcellona, in tutte le sue formazioni - quella professionistica e le giovanili - ha deciso di scioperare: nessuno dei suoi tesserati si allenerà nella giornata odierna.


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