Referendum autonomia, ecco le ultimissime indicazione dai seggi

Luca Zaia, governatore del Veneto, ha commentato così la buona affluenza della sua regione, dove i cittadini si sono mostrati piuttosto attenti ai conti dei loro gettiti fiscali, con l'obiettivo di trattenerli nei loro territori senza che lo Stato li ripartisca nelle altre regioni italiane. E continua: "Questa Regione dà il via a un big bang di riforme istituzionali". Il dato diffuso dal Viminale già ci dice qualcosa: i lombardi sono stati più tiepidi nel rivendicare maggiore autonomia regionale - Milano è stata particolarmente distratta - mentre la partecipazione in Veneto è stata molto più sentita. Oggi a tal proposito è stata convocata una giunta proprio per il progetto di legge sull'autonomia. La Corte costituzionale ha detto che la trattativa dovrà tenere conto dell'indicazione dei veneti, ha capito che le riforme dall'alto non si fanno più. Poi ha indicato le sue intenzioni nella trattativa con lo Stato per il regionalismo "differenziato"': "Noi chiediamo tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse". "Io non esulto, sono felice, mi rendo conto di avere un impegno importante: dare attuazione a un mandato storico, che il popolo lombardo mi ha assegnato", ha sostenuto.

"So che qualcuno dirà che non basta, ma non mi interessa", aveva affermato Maroni, chiarendo di non sentirsi "in competizione" con il collega veneto Luca Zaia, che, nel referendum 'gemello', ha superato ampiamente il quorum del 50% degli aventi diritto. "Per questo motivo, il Partito Democratico ha assecondato la consultazione referendaria, pur consapevole che la Regione avrebbe potuto ottenere già da molti anni deleghe e competenze se solo avesse avviato una contrattazione seria con lo Stato senza buttare risorse pubbliche". Abbiamo tre livelli di sicurezza, gli hacker ne hanno superati due. Abbiamo passato la soglia del quorum, il Veneto c'è ed è quello che mi piace ricordare stasera. Lo fa anche lui a suon di voti (ma quelli di allora sono da sempre contestati dagli storici venetisti), attraverso un'adesione non oceanica, visto che alle urne è andato il 57,2 per cento degli elettori veneti. Non esiste il 'partito dell'autonomia', esistono i veneti. Chi ne può beneficiare è sicuramente Matteo Salvini: "5 milioni di persone chiedono il cambiamento alla faccia di Renzi che invitava a stare a casa". La percentuale di "Sì" che si fissa al 98,1% è roboante, ma scontata.


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