Per Elisa, malata di leucemia, trovati donatori di midollo osseo compatibili

Sono diverse le persone che hanno contribuito alla ricerca per un giusto profilo del donatore, svariati sono stati anche italiani tra cui molti anche appartenenti al mondo dello spettacolo, che non si sono tirati indietro vi elenchiamo, Umberto tozzi, Fausto leali, Paolo Ruffini, Paolo conte, i calciatori del Sassuolo Francesco acerbi, tutti si sono sottoposti a specifici prelievi di sangue. Da Fiorello ad Anastacia, in tanti hanno rilanciato l'appello dei genitori della piccola, Fabio e Sabina. Sulla pagina Facebook "Salviamo Elisa" arrivano immagini da tutto il mondo di persone che si recano in ospedale nella speranza di essere compatibili. "È gravemente ammalata di una leucemia rara che si chiama Leucemia Mielomonocitica infantile e l'unica cura per salvarla è il trapianto di midollo osseo".

La piccola Elisa sta lottando contro il tempo e la leucemia.

La pagina Facebook creata per aiutare la guarigione della bambina specifica cosa è necessario fare: gli aspiranti donatori devono contattare il centro trasfusionale più vicino a casa loro e procedere alla cosiddetta "tipizzazione", vale a dire il test per provare la compatibilità con il midollo della malata. Quindi si cerca un donatore compatibile. Da allora Elisa è ricoverata nell'ospedale romano insieme alla mamma, infermiera (che per starle accanto ha preso due anni di aspettativa retribuita), e il papà, che ha invece chiuso la sua attività di libero professionista e affittato un appartamento nella capitale. Il padre di Elisa ha fatto sapere sempre tramite La Stampa: "Il nostro è un messaggio che sensibilizza a tipizzarsi, che invita a donare il midollo, a condividere le informazioni affinché tutti sappiano che con un semplice e immenso gesto d'amore è possibile salvare una vita".

"La struttura presso cui la bimba è in cura risulta uno dei centri pediatrici a livello nazionale e internazionale con maggiore esperienza in questa particolare procedura", prosegue la nota. "Non volendo entrare nel merito degli appelli lanciati sui social network - conclude la nota -, si sottolinea che la donazione è un gesto di solidarietà e responsabilità civile che auspichiamo possa entrare nella quotidianità delle nuove generazioni a vantaggio di chiunque ne abbia bisogno e non come gesto finalizzato al singolo paziente".


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