Pensioni: Ape volontaria in vigore

Sono i dati forniti dal direttore generale dell'Inps, Gabriella Di Michele, nel corso di un'audizione in commissione Lavoro alla Camera.

In riferimento alla pensioni anticipate mediante l'Ape sociale o la misura per i lavoratori precoci, l'Istituto previdenziale ha provveduto all'invio agli interessati delle comunicazioni di avvenuta certificazione del diritto alle prestazioni in parola sulla base della maggiore prossimità al requisito anagrafico per l'accesso alla pensione di vecchiaia. Comunque rimane il fatto che il lavoratore rimasto disoccupato deve avere esaurito da almeno 3 mesi il periodo di godimento degli ammortizzatori sociali o di altri sussidi di disoccupazione.

Le domande che interessavano l'Ape sociale sono state 39.721 di cui 13.601 sono state accolte e 25.895 respinte, mentre 425 sono in fase d'istruttoria per carenza di documentazione.

Con la nuova Legge di Bilancio sono state approvate nuove e importanti decisioni sull'Ape sociale 2018. In estrema sintesi, solo una domanda su tre dell'Ape sociale è stata accolta, mentre il 64,9% delle richieste è stato bocciato. Di queste domande 7.356 sono state quelle accolte, 18.411 quelle respinte, 484 ancora in istruttoria.

A questo punto, alla luce dei nuovi indirizzi interpretativi, l'Inps procederà al riesame delle istruttorie relative a tali categorie di lavoratori. Come evidenziato dalla Cgil l'assurdità sta nell'aver respinto anche le istanze di quei soggetti che si sono rioccupati anche per aver lavorato un solo giorno dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale. Tra chi puntava alla pensione come lavoratore precoce soltanto il 28% ce l'ha fatta.

Tuttavia il direttore generale dell'istituto ha anticipato oggi che anche dopo il riesame delle domande scartate, il numero complessivo di richieste accolte sarà esiguo rispetto al budget previsto per il 2017 a copertura dei due strumenti di flessibilità pensionistica. Su quest'ultimo fronte già il Governo ha previsto in legge di bilancio di consentire di richiedere l'Ape sociale anche a chi ha concluso un contratto a tempo determinato.

Sostanzialmente, il decreto stabilisce quali sono i lavoratori che possono accedere all'Ape volontaria, identificandoli in coloro che hanno più di 63 anni di età e almeno 20 anni di contributi e sono iscritti alle gestioni speciali o alla gestione separata Inps. Ovviamente la scarsità delle domande accolte in questa prima fase lascia ben sperare circa la possibilità di accogliere ulteriori domande nella seconda fase.

L'altra novità introdotta dalla manovra economica per il capitolo pensioni, riguarda la RITA, ovvero la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, già prevista dalla legge di Bilancio 2017.


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