Pedofilia, arrestato maestro di karate del bresciano

Sarebbero almeno 6 ragazze molestate le quali molto spesso pare venissero plagiate, manipolate dall' istruttore di karate, il quale è stato definito dagli inquirenti maniacale e che pare mostrasse un'assoluta noncuranza per le conseguenze della sua condotta passando da una ragazza all'altra in modo insaziabile. Atti di pedofilia che compiva solo o in gruppo con altri adulti.

La sua palestra di karate, la 'Asd Askl' a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, era diventata luogo per abusare di allieve minorenni.

È la psicologa a cui si sono rivolte le famiglie di alcune delle giovani coinvolte a fare capire il male e i danni che Carmelo Cipriano ha provocato alle sue vittime.

Poi non contento, filmava le riunioni a sfondo sessuale e nella sua abitazione é stato ritrovato parecchio materiale pedopornografico.

L'istruttore avrebbe anche costretto le ragazzine a compiere atti sessuali con altri uomini e per questo motivo indagati ci sono anche un 49enne di Castiglione delle Stiviere, un 43enne di Mantova e un trentunenne di Sirmione. Tra le vittime una ragazza che all'epoca dei primi rapporti aveva 12 anni e che è stata la prima a denunciare, seguita dalla denuncia dei genitori di un'altra adolescente conosciuta all'epoca in cui l'arrestato era educatore in una parrocchia di Lonato del Garda. Le avrebbe fatte sentire belle, importanti. Con una di loro gli investigatori hanno contato ben 71.894 messaggi Whatsapp. "Non posso farci nulla se più grandi non mi piacciono" -, perché nessuno ha denunciato prima gli episodi? Le molestie pare siano andate avanti fino alla fine del 2016.

Un'altra ragazza, oggi maggiorenne, ha raccontato invece di come venivano umiliate, parlando di "scene delle quali io e le altre ci vergogniamo".

L'uomo, tra l'altro, usava registrare con una telecamera i rapporti sessuali, tanto che i carabinieri a casa sua hanno trovato immagini pedopornografiche con protagoniste le sue giovanissime allieve. Per lui si sono così aperte le porte del carcere di Brescia che potrebbe lasciare nei prossimi giorni (potrebbe essere trasferito in quello di Pavia) dal momento che manca una sezione "protetti" per chi commette abusi sessuali sui soggetti più deboli.


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