Mafia, Dell'Utri e Berlusconi nuovamente indagati per le stragi del '93

Ancora una volta. Il leader di Forza Italia e l'ex senatore Marcello Dell'Utri risultano nuovamente indagati nell'ambito dell'inchiesta sui mandanti occulti delle stragi mafiose del 1993, avvenute a Firenze, Roma e Milano, dopo dichiarazioni del boss di mafia Giuseppe Graviano. "Lui voleva scendere, però in quel periodo c'erano i vecchi - avrebbe insistito Graviano - lui mi ha detto: ci vorrebbe una bella cosa". Secondo quanto riportato dai due quotidiani, il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha delegato alla polizia giudiziaria lo svolgimento di ulteriori verifiche.

Ma non è solo il nome dell'ex premier - che per gli inquirenti sarebbe il mandante delle stragi - a comparire nelle intercettazioni, c'è anche quello di Dell'Utri, tuttora in carcere, dove deve scontare sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. In particolare, la Procura di Firenze ha ottenuto la possibilità di riaprire il fascicolo che era stato chiuso nel 2011. Il capomafia veniva spiato dalle telecamere della Direzione Investigativa Antimafia.

"Venticinque anni fa mi sono seduto con te..." Ti ho portato benessere. Da Palermo i magistrati hanno inviato altro materiale ai colleghi fiorentini. Poi mi è successa una disgrazia, mi arrestano, tu cominci a pugnalarmi. Mentre infuoca la polemica al processo "Trattativa Stato-Mafia". Ma Graviano ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Si tratta di intercettazioni registrate fra il gennaio 2016 e il marzo 2017, ma che vengono rese pubbliche solamente nei mesi estivi. Nonostante il legale di Dell'Utri, Giuseppe Di Peri, sotenga che nelle intercettazioni Graviano non parli di Berlusconi, i super esperti nominati dalla Corte d'Assise invece danno ragione alla Procura. Il legale di Berlusconi, l'avvocato Niccolò Ghedini, ha replicato immediatamente parlando di "illazioni e notizie infamanti prima del voto, non avendo mai avuto alcun contatto il presidente Berlusconi, né diretto né indiretto, con il signor Graviano". Le Procure di Firenze e Caltanissetta vogliono a tutti i costi fare chiarezza sulle stragi del 1993 e del 1992.


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