Lotito si dissocia dagli ultrà "200 ragazzi ad Auschwitz"

Alle ore 12, infatti, una delegazione della Lazio, della quale farà parte anche il presidente Claudio Lotito, porterà una corona di fiori alla sinagoga di Roma per ricordare le vittime dell'antisemitismo. Immediatamente dopo lo scatenarsi del caso nazionale, il Presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto per prendere una posizione netta in merito, condannando il gesto, difendendo la società dalle accuse e andando egli stesso a porgere le più sentite scuse in una Sinagoga romana.

Una premessa è doverosa: "La Lazio ha sempre contestato ogni forma di razzismo". Gli adesivi, fotografati e ridiffusi dai media, ritraevano una foto di Anna Frank con una maglietta romanista. A volte, però, insensate frange di tifosi cascano in questi atti vergognosi. "La maggioranza della nostra tifoseria è con noi contro ogni antisemitismo - ha aggiunto - Vogliamo fare chiarezza perché non si gioca su fatti su cui non si può giocare e non devono esserci sfottò". La Lazio ha fatto di tutto e si è già costituita a suo tempo, io ricevo quotidianamento minacce di ogni tipo non sempre riferibili alla tifoseria della Lazio. Il presidente della Lazio ha deposto una corona di fiori e poi ha preso la parola davanti ai molti giornalisti intervenuti: "La Lazio - ha annunciato - promuoverà una iniziativa annuale aperta a 200 ragazzi volta a mettere questi giovani nella condizione di comprendere meglio alcuni importanti fatti storici". Ad accompagnare Lotito c'erano Wallace e Felipe Anderson, calciatori brasiliani in forza alla Lazio, e numerosi dirigenti della società. Utilizzare la sua immagine come segno di insulto e di minaccia, oltre che disumano, è allarmante per il nostro paese, contagiato, ottanta anni addietro, dall'ottusa crudeltà dell'antisemitismo. Un atto che, nelle loro intenzioni, voleva essere di disprezzo e che invece si sta trasformando in un clamoroso 'autogoal'. Esistono altri casi che secondo noi meriterebbero aperture dei tg e ampie pagine di giornali. C'è bisogno di un impegno più deciso delle istituzioni sportive e delle società di calcio. Intanto Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio ha successivamente spiegato che la Lazio non entrerà nella Sinagoga e non è previsto alcun incontro.


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