L'inflazione tira il freno a mano a ottobre a causa dei servizi

L'inflazione frena ancora in Italia e nell'Eurozona: i dati rafforzano la posizione della Bce, che si è comportata da "colomba" nell'ultima riunione prolungando - pur a ritmo dimezzato - gli acquisti di titoli che servono proprio a riportare la dinamica dei prezzi vicina al +2% nel medio periodo. Nelle stime preliminari l'Istituto parla di un "lieve rallentamento" che ci riporta sui valori di inizio anno. Pertanto, la cosiddetta "inflazione di fondo" (ovvero al netto degli energetici e degli alimentari freschi), rallenta (+0,5% da +0,7% di settembre), mentre quella al netto dei soli beni energetici si conferma a +0,8%.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo su base mensile è fermo allo 0,0%, contro la previsione di un aumento dello 0,2% e la rilevazione precedente che segnava +1,8%. Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, sospinti dagli Alimentari non lavorati e in misura minore dagli Energetici non regolamentati, salgono dello 0,5% in termini congiunturali e dell'1,7% in termini tendenziali (da +1,3% di settembre).

L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l'indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari dell'Istat, a ottobre l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell'1,0% rispetto a ottobre 2016 (era +1,1% a settembre).


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