Ilva, ecco come Mittal cerca di rassicurare Gentiloni e Calenda

Quello di ieri è stato solo il primo sciopero dei dipendenti dell'Ilva contro il piano della nuova proprietà della più grande acciaierie europea, che occupa 14 mila lavoratori in Italia, il cuore produttivo a Taranto e siti in varie parti d'Italia compreso il sito logistico di Porto Marghera con la sua banchina portuale dove sono occupati 80 dipendenti diretti e altre decine dell'indotto.

"Il piano industriale, così come si evince dai numerosi articoli di stampa, - scrive Liviano nella sua richiesta - prevede per lo stabilimento di Taranto 3.311 esuberi mentre per il restante personale, circa 10mila unità, l'assunzione attraverso il Jobs Act. Se non si riparte da quell'accordo la trattativa non va avanti". Il braccio di ferro è ancora una volta tra l'azienda rilevata dalla cordata Am Invest Co e i sindacati sul piede di guerra per gli esuberi annunciati senza dimenticare il diritto alla salute che sembra finito in secondo piano nei piani del governo e dell'azienda. A lanciarlo è l'ex segretario della FIOM Maurizio Landini, che invita il governo ad entrare nella società attraverso CDP.

"La sfida di gestire Ilva non è facile, ma sono giovane e sono qui per rimanere a lungo termine", ha detto l'amministratore delegato per l'Europa di Mittal Aditya Mittal a Cernobbio, spiegando che l'azienda - che il suo gruppo controlla all'85% - "ha sofferto moltissimo negli ultimi anni dal punto di vista della produzione e ha sofferto la comunità per negligenze ambientali, noi vogliamo migliorare queste condizioni". Cosi' l'assessore al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo, sulla vertenza Ilva. "Occorre gestire correttamente il rapporto con tutti gli stakeholder", termine che indica gli azionisti, i fornitori, i dipendenti e i cittadini residenti nel territorio, ha aggiunto. "L'industria dell'acciaio è strategica ed e' molto importante per una comunità - ha affermato - perché ha un impatto sull'ambiente e sull'occupazione molto rilevante e noi ci prendiamo questa responsabilita' molto seriamente".


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