Il tavolo per l'Ilva riparte da 4mila esuberi

Genova - È indirizzata alle organizzazioni dei lavoratori e ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico la lettera che Am Investco, la nuova proprietà dell'Ilva, e la gestione commissariale hanno inviato come bozza di lavoro della trattativa che inizierà lunedì 9 ottobre. Si parte da qui, vale a dire da circa 4.200 esuberi.

"Le suddette allocazioni - si legge nella lettera - sono soggetti a leggeri aggiustamenti tenendo fermo il numero complessivo di 10.000 lavoratori". La lettera è stata inviata ai sindacati in vista dell'incontro di lunedì prossimo al Mise. Inoltre sono previsti 45 dirigenti in funzione.

Inaccettabile sia sul piano occupazionali che ambientali: Fim, Fiom, Uilm e Usb manifestano la totale contrarietà alle pesanti condizioni poste da Am-Investco nel processo di cessione degli asset di Ilva che di fatto "vede vanificare le garanzie fatte ai precedenti tavoli in termini di salario e occupazione sia per i lavoratori diretti che per l'indotto". Per gli assunti ci sarà un nuovo contratto di lavoro, rinunciando quindi all'anzianità di servizio e all'integrativo aziendale e determinando in tal modo un taglio salariale consistente e inaccettabile. Per la Fiom, sulla base di quanto formalizzato da Arcelor Mittal, non ci sono le condizioni di aprire un tavolo negoziale. "Occorre un segnale forte del territorio, a tutti i livelli, poichè Ilva non resti un "problema" dei soli lavoratori e delle loro famiglie, ma di tutta la collettività ionica e dell'intero Mezzogiorno - concludono i sindacati - ora o mai più è necessario il fronte comune dei lavoratori e dell'intero territorio". La promessa di riassumere, non si sa quando, queste migliaia di dipendenti, con nuovi contratti, significa anche qualcos'altro: l'eventuale assunzione avverrebbe con il "JobsAct", e quindi tutti quei lavoratori dovranno rinunciare ai diritti fino ad oggi maturati, per essere assunti con la formula che prevede la possibilità di venire poi, successivamente, licenziati senza giusta causa, ricevendo in cambio qualche mensilità. Per le società controllate sono previsti 160 dipendenti in forze a Ism, 35 a Ilvaform, 90 Taranto Energia. "La Fim Cisl rigetta con forza gli esuberi previsti su Cornigliano, con azioni di mobilitazione dei lavoratori", ha aggiunto Vella. "Ricordiamo - spiegano Regione e Comune - che lo stabilimento genovese è parte di un accordo di programma siglato nel 2005 da Ilva, Comune, Regione, Governo e sigle sindacali, nel quale già venivano delineate le linee guida per il futuro dello stabilimento e dei suoi occupati".


Popolare

COLLEGARE