Fiorello: La mia brutta esperienza con Harvey Weinstein

In diretta audio su Facebook, nella prima puntata de Il socialista, Fiorello si aggiudica un posto tra le vittime dello scandalo Harvey Weinstein.

La storia ha inizio nel 1999 quando lo showman partecipò alle riprese del film 'Il talento di Mr.Ripley', prodotto prprio da Weinstein, con la regia di Anthony Minghella e con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow nel cast. Racconta con il suo tono scherzoso: "All'epoca la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante". Qualche anno dopo Fiorello ricette una telefonata, si fa spedire il copione di Nine, il musical di Rob Marshall del 2009 su Federico Fellini. "Di questa vicenda ne parlano tutti - racconta Fiorello - e ormai è difficile parlare su questa storia, perché qualunque cosa viene detta si è attaccati", afferma probabilmente ricordando le critiche che ha avuto Asia Argento che ha addirittura minacciato di lasciare l'Italia dopo il coro di insulti ricevuti che l'hanno descritta più come una opportunista che come una vittima di molestie. Anche quello sarebbe dovuto essere un ruolo marginale, quello di "un elegante cantante italiano che si esibisce mentre i protagonisti parlano tra loro in una sala da ballo". Fu a quel punto - rivela - che Harvey Weinstein, produttore del film, gli inviò una lettera a sua firma. Fiorello però rifiutò la piccola parte.

E Fiorello rifiutò gentilmente la parte: era agosto e non voleva "bruciarsi" dei giorni di ferie per una scena in cui probabilmente neanche l'avrebbero inquadrato. Fatto sta che Fiorello di fatto non ebbe una carriera a Hollywood: "Se non mi avete visto in Guerre stellari e in Rocky 6 ora sapete che è colpa di Weinstein", ha chiosato la parentesi sul produttore. Furioso con lui, quest'ultimo gli scrisse una lettera dai toni particolarmente accesi: "Mi scrisse che non potevo non accettare e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli avesse detto no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo come osi rifiutare e tu forse non hai capito a chi hai detto no, con una conclusione del tipo: dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America".


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