Ecco i vincitori del Nobel per la Medicina del 2017

Si tratta dei tre genetisti cronobiologi statunitensi Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young. Ad annunciare il premio durante la cerimonia sono stati il Karolinska Institut di Stoccolma, l'Accademia Reale Svedese delle Scienze, il Parlamento della Norvegia e la Fondazione Nobel.

Le lancette dell'orologio biologico scandiscono funzioni vitali, come dormire e mangiare, facendo in modo che l'organismo si adatti alle diverse fasi della giornata. Hall, Rosbash e Young sono riusciti a guardare all'interno di questo orologio e scoprire il suo funzionamento interno. In pratica, i loro studi hanno spiegato come gli essere viventi (uomini, animali e piante) adattano i loro ritmi biologici per essere sincronizzati con un giorno solare. Successivamente hanno individuato ulteriori componenti proteici coinvolti nel processo, ricostruendo l'intero meccanismo. Il nostro benessere vacilla, di conseguenza, quando c'e' un disallineamento temporaneo tra l'ambiente esterno e il ritmo interno, quando ad esempio si verifica un 'jet lag'. Sono, ha aggiunto, "meccanismi fondamentali per l'adattamento degli esseri viventi alla Terra, per adattarci all'ambiente in cui viviamo".

Nel Diciottesimo secolo, per esempio, l'astronomo francese Jean Jacques d'Ortous de Mairan, famoso per gli studi sulle aurore boreali, si era accorto che le piante di mimosa si aprivano verso il sole durante il giorno e si richiudevano durante la notte. Si chiese cosa sarebbe successo se la pianta fosse stata posta nell'oscurita' costante.

Che cos'è il ritmo circadiano?

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Ma come fa questo gene a influenzare il ritmo circadiano? Come rivela La Stampa, i tre scienziati sono partiti dai moscerini della frutta per poi isolare un gene che regola il normale ritmo biologico quotidiano. Essi hanno dimostrato che le mutazioni in un gene sconosciuto hanno interrotto l'orologio circadiano delle mosche.

In ambito oncologico esistono da tempo varie segnalazioni su questo, tanto che già dal 2007 l'International Agency for Research on Cancer (lo IARC) di Lione aveva inserito il lavoro su turni che comportano un'alterazione del ritmo sonno-veglia come un fattore favorente lo sviluppo dei tumori. Il primo, Jeffrey C. Hall, è nato nel 1945 a New York. Gli studi di Hall, Rosbash e Young hanno aperto la strada a ricerche di ogni tipo sulla fisiologia, anche in ambito medico dove le caratteristiche dei ritmi circadiani sono studiate per realizzare farmaci più efficienti e con minori effetti collaterali. Hanno ragionato che da un circuito di feedback inibitore, la proteina PER potrebbe impedire la propria sintesi e quindi regolare il proprio livello in un continuo ciclo ciclico. Questo meccanismo di feedback ha spiegato come questa oscillazione dei livelli di proteine cellulari sia emersa, ma le domande sono rimaste sospese. Michael Young ha identificato un altro gene, dubitativo, che codifica la proteina DBT che ha ritardato l'accumulo della proteina PER.


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