Cirio, condanna definitiva per Geronzi

Ma si tratta di condanne che non verranno scontate dato che sono tutte coperte integralmente o quasi dall'indulto del 2007, che toglie 3 anni da ogni condanna. Sentenza definitiva, invece, per Geronzi. La condanna per la quale è stato disposto un nuovo esame per Cragnotti rappresentava il cuore del processo.

Era nell'aria e la Cassazione lo ha confermato: condanna a quattro anni di reclusione, dei quali già tre indultati, per Cesare Geronzi nell'ambito del crac Cirio.

Questa è in sintesi la decisione della quinta sezione penale della Corte di Cassazione, che ha confermato dunque la decisione dei giudici in secondo grado per Geronzi e annullato con rinvio la condanna a Cragnotti per il fallimento della società italiana di conserve, in relazione al capo d'accusa più grave, quello legato alla vicenda "Bombril". Un crac da 1,125 miliardi di euro che spazzò via i risparmi di oltre 35mila investitori, anche se appena 13mila si sono costituiti parte civile nel processo. "La sentenza - continua il legale - prevede immediatamente l'esecutività del risarcimento per il 5% delle somme perse da ciascun risparmiatore danneggiato nel crac Cirio e per ottenerla sarà necessario aspettare il deposito delle motivazioni del verdetto". Definitive anche la mite condanna per il figlio di Cragnotti, Andrea, che aveva 2 anni e 4 mesi di reclusione coperti da indulto, mentre è confermata la prescrizione per bancarotta preferenziale per gli altri due figli di Cragnotti: Elisabetta e Massimo che in appello avevano ottenuto l'assoluzione per le altre imputazioni. Sentenza irrevocabile di condanna a 2 anni di reclusione, anche per gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola.


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