Catalogna: Puigdemont, sospendiamo indipendenza, occorre dialogo

"La decisione di Puigdemont", titola El Periodico, "Tot a punt" ("Tutto pronto") afferma Punt Avui, e Ara annuncia la "via Puigdemont": "una dichiarazione di indipendenza aperta alla mediazione". A parlare è il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Il presidente ricorda che "in tutti i formati possibili è stato chiesto un dialogo per un referendum come in Scozia nel 2014". La dichiarazione potrebbe essere di effetto immediato o solo formale con una sospensione di alcuni mesi per consentire un negoziato con Madrid su un referendum concordato. E per quanto abbia poi invitato Madrid al dialogo - e al ritiro delle forze di polizia - è evidente che la sua presa di posizione non lascia grandi margini di incertezza. A riferirlo l'agenzia spagnola Efe che cita diverse fonti secessioniste.

Catalogna, Puidgemont sospende l'indipendenza. Il motivo è una riunione della maggioranza che sostiene il suo governo, formata dalla coalizione di Junts pel Sì. appoggiato dalla sinistra radicale di CUP. "I risultati - continua - dicono sì alla indipendenza e questa è l'unica lingua che capiamo". L'ala dialogante, con a capo la sindaca di Barcellona Ada Colau, avrebbe minacciato di togliere il suo consenso a Puigdemont nel caso in cui fosse stata dichiarata unilateralmente l'indipendenza. Il governo celebrera' dunque una sessione ordinaria per la proclamazione dell'indipendenza e avviare un processo costituente. Per sospendere l'autonomia catalana ha bisogno di un voto del Senato. Non abbiamo niente contro gli spagnoli. "La separazione della Catalogna non si produrrà". Resta il fatto che questo paese ha bisogno di aiuto e di una mediazione che possa dare tempo al tempo e trovare i compromessi necessari per fare in modo che nessuno perda la faccia. "L'obiettivo era confiscare le urne e generare il panico affinché i catalani, vedendo queste violenze ingiustificate, desistessero dal desiderio di andare a votare". C'è bisogno di stabilità negli Stati per averla poi anche a livello europeo, se vogliamo puntare sulla crescita economica e risolvere i nostri problemi. Insomma, indipendenza sì, ma con giudizio. "Sarò il traghettatore verso la Repubblica, ma non il presidente della Catalogna libera". Oggi 10 ottobre alle 18 il presidente catalano Carles Puigdemont riferirirà al Parlamento regionale sul referendum del 1 ottobre. Lo ha dichiarato il presidente catalano, Carles Puigdemont.

Migliaia di persone si sono radunate in Paseig Luis Companys, di fronte al Parlamento catalano.

Tanto basterebbe a gettare nello scompiglio buona parte delle diplomazie mondiali (uno stato indipendente deve essere riconosciuto tale anche dalle altre nazioni), non fosse per l'apertura finale. Per Catalogna e Spagna è l'ora della verità nell'infinita crisi catalana.


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