Battisti, pronto un blitz per portarlo in Italia

Tra gli ostacoli da superare - fa notare la stampa - ci sarebbe l'assenza di una dichiarazione formale da parte del governo italiano che si impegni a rispettare le regole su quella che i giuristi di Brasilia chiamano 'detrazione penalè. Il ministro della giustizia brasiliana Torcuato Jardim ha detto che il presidente Michel Temer sta studiando il caso assieme ai suoi assessori giuridici e che una decisione verrà presa nei prossimi giorni, anche se ha ammesso che si sta lavorando "senza premura". Il governo italiano "in questi anni e anche in questi giorni sta andando avanti con determinazione sia dal punto di vista giudiziario che politico". Oggi c'è un fatto nuovo, che è quello dell'arresto, che ci può consentire di avere più probabilità di successo. L'ex terrorista verrebbe rimandato nel nostro Paese con un aereo della Polizia Federale proveniente direttamente da Corumbà, la cittadina del Mato Grosso del Sud, al confine con la Bolivia, dove è stato arrestato con l'accusa di aver violato gli obblighi imposti al suo status di rifugiato. La procura dello stato del Mato Grosso do Sul ha disposto la detenzione provvisoria per Battisti, di cui l'Italia chiede l'estradizione.

Andrea Orlando, ministro della Giustizia, ha assicurato che l'Italia è pronta a compiere nuovi passi per l'estradizione dell'ex terrorista. Il magistrato ha precisato che non esistono prove di traffico di valuta né di riciclaggio, e dunque il suo arresto è stato illegittimo. Durissime poi le parole di un altro togato, Pietro Forno, che da giudice istruttore a Milano si occupò dei processi per gli omicidi commessi dai Proletari armati per il comunismo. Lo definisce "un professionista della fuga, una persona che ha un a laurea honoris causa in fuga". Così come politica era stata, all'epoca, la scelta di bloccare la consegna decisa dal Supremo tribunale federale del Brasile. Parla per esempio di "scandalosa latitanza" il deputato del Pd eletto in Sudamerica, Fabio Porta, cui fa eco il segretario del Psi, Riccardo Nencini: "Non è un eroe perseguitato, ma un assassino". Il recente piano di fuga del terrorista, oltre ad aver riaperto le polemiche in Italia, potrebbe, nei prossimi giorni, costringere l'attuale presidente brasiliano ad affrontare, finalmente la questione ed a velocizzare una decisione in merito. L'ostacolo è la sua condanna all'ergastolo che impedisce al Brasile di estradarlo verso Paesi che, invece, contemplano questa pena nel proprio codice.


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