Battisti: "Non temo l'estradizione". Alfano: "Al lavoro per riportarlo in Italia"

Il magistrato ha precisato che non esistono prove di traffico di valuta né di riciclaggio, e dunque il suo arresto è stato illegittimo.

Ma nell'ultimo giorno di mandato, nel dicembre 2010, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva firmò un parere per far restare l'ex attivista in Brasile; soltanto nel giugno 2011, l'italiano ha lasciato il carcere.

Stando alle indiscrezioni, Battisti starebbe per essere imbarcato su un volo della polizia federale, con destinazione verso Roma, da Corumbà, la città del Mato Grosso do Sul dove il latitante attualmente si trova in stato di fermo.

Tra le voci che in queste ore in Italia si sono levate a commento degli ultimi sviluppi della vicenda, di particolare rilievo quella di Alberto Torregiani (figlio del gioielliere ucciso nel 1979 durante una rapina organizzata dall'ex terrorista e rimasto su una sedia a rotelle per le lesioni subite durante tale evento criminoso), secondo cui "non c'è nulla da festeggiare". A sostegno della nuova richiesta di estradizione mancano però alcuni documenti importanti. Una firma che potrebbe arrivare nelle prossime ore se è vero, come scrive La Repubblica, che "stanno cucendo la pratica". "Adesso attendiamo solo il via libera del capo dello Stato". Vive all'estero dal 1981, anno in cui evase dal carcere in Italia, per sfuggire prima al proprio processo e poi alla relativa condanna: nel 1988 fu condannato in contumacia a due ergastoli per la sua partecipazione alle azioni del gruppo terrorista di estrema sinistra Proletari armati per il comunismo (PAC), tra cui quattro omicidi. Dopo tre anni nel Paese sudamericano, l'ex attivista fu arrestato a Rio de Janeiro. Nell'autovettura, un taxi privato, sono stati ritrovati circa seimila euro in contanti che, secondo la legge brasiliana, non potevano essere esportati senza una autorizzazione.

L'accusa, accolta dal giudice Odilon de Oliveira, era quella di aver tentato di fuggire: "Ci sono forti indizi sul fatto che l'imputato volesse espatriare in Bolivia. Tutti elementi che confermano la sua chiara intenzione di lasciare il territorio brasiliano". Nel 1987, fu condannato all'ergastolo in contumacia in Italia. Ora la strada per l'estradizione sembra davvero tracciata.


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