VIDEO E' morto Hugh Hefner, fondatore di Playboy

Il fondatore della famosa rivista Playboy, Hugh Hefner, è morto all'età di 91 anni. Erano Metodisti, devoti a una rigida morale e molto riservati. Raccontava di aver avuto migliaia di donne.

Hefner pian piano divenne un'icona di stile, amato dalle donne per il suo modo di fare, riusciva ad affascinare tutto l'universo femminile.

Allora Hugh aveva detto: "L'enorme differenza di età fra me e Crystal non ha alcuna importanza".

Nel 2015 Amazon ha girato una docuserie dedicata alla strabiliante vita di Hugh Hafne, svelando i segreti del padre di Playboy anche grazie ad interviste inedite.

I contenuti di Playboy diedero spazio sin da subito a vari tipi di intrattenimento: a partire dal 1962, venne inaugurata la Playboy Interview, riportante interviste mensili a personaggi celebri, fra i quali compaiono Cassius Clay, Jimmy Carter, Fidel Castro, Robert De Niro e le più svariate personalità dagli anni '60 ad oggi. Anche la madre contribuì, donandogli ben 1000 dollari. Il primo anno di uscita fu un bero boom: la tiratura della rivista raggiunse quasi le 200 mila copie, diventate un milione in cinque anni; negli anni '70 i lettori erano sette milioni. Hugh Hefner si è fatto portavoce di una nuova libertà sessuale, creando le iconiche figure delle conigliette e delle playmate del mese. "Un vero originale, un mio amico" ha detto Larry King. Per il secondo numero un art director ha disegnato una testa di coniglietto in un formato cartone animato che è diventato il simbolo di 'Playboy'. "Forse abbiamo troppo spesso esasperato la nostra convinzione circa l'importanza dell'individualità in una società sempre più standardizzante e omogenea, il privilegio di consentire a tutti di pensarla diversamente e di promuovere nuove idee, così come il diritto a deridere con irriverenza le 'vacche sacre' e i taboo di una tradizione istupidita".

Gran parte di questo denaro sarà infatti suddiviso in parti uguali tra i suoi quattro figli e devoluto a varie associazioni di beneficenza. Con leggerezza, ma mai con banalità. A ricordarlo ora non sono solo le donne passate sulle sue pagine, da Jenny McCarthy a Kim Kardashian, ma anche persone che più lontane dal mondo delle playmate non si potrebbero immaginare come il reverendo Jesse Jackson che ne parla su Twitter come un grande sostenitore del movimento per i diritti civili.


Popolare

COLLEGARE