Tangenti su protesi a Monza, 21 misure cautelari

Secondo l'accusa, alcuni chirurghi avrebbero favorito una societa' comprando a spese degli ospedali protesi ortopediche di basso livello con la complicita' dei medici di base. Ci sono, poi, altri sei indagati, tra i quali anche un medico comasco, per la precisione di capiago intimiano. I dottori di base - tutti accusati di corruzione - sarebbero stati, con differenti livelli di responsabilità, complici del meccanismo messo in atto dalla multinazionale francese allo scopo di aumentare il proprio fatturato, mettendo a disposizione degli ortopedici i propri studi medici e reclutando pazienti bisognosi di protesi, in particolare tra gli anziani, in cambio di una percentuale sulle visite degli specialisti (il 20 per cento) e a volte di un benefit erogato direttamente da Camnasio sotto forma di pagamento dell'affitto degli ambulatori.

Medici e imprenditori travolti da una maxi inchiesta della guardia di finanza di Milano coordinata dalla Procura di Monza. Sono inoltre in corso perquisizioni domiciliari e presso la sede della ditta coinvolta. Prestazioni private in regime di convenzione pagate però "dalle Asl di provenienza in base agli accordi tra le Regioni interessate". Tra i chirurghi arrestati figurano due medici operanti per il Policlinico di Monza e la Clinica Zucchi. I medici avrebbero operato in diversi ospedali e tra questi anche il Policlinico di Monza. Infine, i pazienti venivano operati con l'impianto delle protesi. L'inchiesta, simile a quella che aveva portato lo scorso marzo all'arresto a Milano del primario di ortopedia Norberto Confalonieri, è scattata dopo la denuncia nel 2012 di un cardiologo che lavorava per il Gruppo Policlinico di Monza. Come spiegato dagli inquirenti, c'era un accordo con la società Ceraver, che "incentivava le sue protesi" corrompendo i medici. Per ogni acquisto i medici avrebbero guadagnato circa 80/100 euro.


Popolare

COLLEGARE