Schiaffo a Trump in Alabama, perde candidato presidente

Nel ballottaggio in Alabama alle primarie del partito - valide per un seggio in Senato - Roy Moore, il candidato populista, ultraconservatore ed evangelico appoggiato da Steve Bannon e Sarah Palin, ha sconfitto secondo le proiezioni il senatore Luther Strange, per il quale hanno fatto campagna elettorale il presidente americano e i vertici del Grand Old Party.

In molti si spiegano la mossa del tycoon con un calcolo: quello di fare un favore all'establishment repubblicano in cambio dell'impegno a portare avanti in Congresso l'agenda della Casa Bianca, con i voti cruciali previsti entro la fine dell'anno sula riforma fiscale e ancora una volta sull'abolizione dell'Obamacare.

"Congratulazioni a Moore. Ora vinci a dicembre", ha scritto The Donald su Twitter. Moore, già noto alle cronache da giudice per essersi rifiutato di rimuovere una targa con i dieci comandamenti che aveva fatto installare in tribunale e per essersi opposto ai matrimoni gay, ha parlato di "vittoria conservatrice" per il suo stato. Ai repubblicani, infatti, era concesso di perdere solo due voti.

La decisione è stata presa dopo l'ultima defezione nel partito, quella della senatrice Susan Collins pronta a votare contro il disegno di legge Graham-Cassidy così come altri tre repubblicani al Senato: Rand Paul, John McCain, Ted Cruz. La sconfitta pragmatica con Strange (su cui i normalizzatori interni al potere presidenziali hanno voluto schierare Trump) si porta dietro una lieta notizia: ha vinto colui che a istinto piaceva al presidente. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookies leggi l'informativa estesa.


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