Rome, muore dopo il trapianto di un cuore malato

Il cuore nuovo era già malato.

Il cuore proveniva da Milano, da un 50enne morto poche ore prima a causa di un malore mentre si trovava in piscina. Il cuore malato che ha ucciso il 55enne romano apparteneva a un 50 enne milanese, che quando era in vita aveva dato il consenso all'espianto degli organi. Dopo un primo arresto i medici milanesi avevano fatto ripartire il battito, ma il loro intervento non era bastato e l'uomo è morto. Il cuore che era stato trapiantato al 60enne era, a sua volta, di un cardiopatico. Invece, dopo due giorni dal trapianto, la sua vita si è interrotta per sempre. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta a Roma, passata a Milano per competenza territoriale perché l'errore medico (questa l'ipotesi) si sarebbe consumato al San Raffaele.

"Si tratta di una notizia gravissima", commenta Lorenzin a 'Circo Massimo' su Radio Capital, ma anche "singolare per un sistema come quello italiano". "Attiveremo ha concluso nel corso della trasmissione radiofonica - le procedure di verifica per comprendere cosa sia successo, mi sembra un errore tragico e inaccettabile, cercheremo di capire se e dove c'è stata una falla, e dove intervenire". Con il Centro nazionale trapianti abbiamo procedure di massima sicurezza fra le migliori al mondo.


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