Roma, chiesto rinvio a giudizio per Raggi su nomina Renato Marra

I Pm Paolo Ielo e Francesco Dell'Olio contestano alla "sindaca" la falsa dichiarazione inviata alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, dove si assumeva la responsabilità della scelta di nominare Marra al Dipartimento Turismo. I magistrati se da una parte sollecitano il processo per il reato di falso hanno in parallelo chiesto l'archiviazione per l'abuso d'ufficio. Anche Beppe Grillo, secondo alcune fonti, si sarebbe detto molto soddisfatto che i due reati più gravi siano in via di archiviazione e che la Raggi sia riuscita a dimostrare la sua innocenza. "E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico". "Noi siamo il Movimento 5 stelle e come sempre abbiamo fiducia nella magistratura", ha detto all'Adnkronos. Raggi avrebbe dichiarato infatti il falso alla responsabile dell'anticorruzione capitolina definendo la nomina di Marra frutto di una decisione autonoma. Queste le tappe principali di una vicenda giudiziaria che approdera' al vaglio del gup nei prossimi mesi.

La sindaca potrebbe invece essere processata per l'accusa di falso.

- 2 febbraio 2017: interrogatorio fiume presso il Polo Tuscolano della Polizia di Stato per la sindaca che, raggiunta da un invito a comparire a fine gennaio, respinge ogni accusa. Ciò significa che la nomina non si poteva comunque fare ma che, mancando il dolo, Raggi non ha mentito per coprire il reato. L'accusa in questo caso era di abuso d'ufficio e riguardava la triplicazione dello stipendio del suo ex capo di segreteria procurandogli "un ingiusto vantaggio patrimoniale". La sindaca, in omaggio alla #trasparenzaquannocepare, ha pubblicato uno status su Facebook - preparato prima - subito dopo la diffusione della notizia in cui ha discusso #equamentequannocepare dei due eventi, dedicando appena sei capoversi alla richiesta di archiviazione e ben 14 parole alla richiesta di rinvio a giudizio. In questa indagine è coinvolto anche Renato Marra, il quale è già sotto processo per corruzione insieme all'imprenditore Sergio Scarpellini, per abuso di ufficio. "Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente", aggiunge Raggi in un post su Fb. "Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato. - scrive Raggi - Per la Procura ho seguito tutte le norme".


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