Renzi chiude la Festa del Pd scagliandosi contro i populismi

Bagno di folla per il segretario del Pd, Matteo Renzi, alla Festa nazionale dell'Unità di Imola.

A meno di 100 chilometri di distanza dalla kermesse Cinquestelle di Rimini, il segretario del Pd rilancia dalla festa nazionale dell'Unità di Imola facendo appello alla sua 'squadra'.

Su alcuni temi come l'immigrazione, ha detto Renzi, nel Pd "ci sono sensibilità diverse, come tra Minniti e Delrio, ma non si è mai lavorato così bene su questi temi, che sono patrimonio del Pd. E per evitare che vincano, dobbiamo evitare di rispondere alle provocazioni". Il fatto che da noi votino in milioni ci viene spesso disconosciuto, ma siamo la più grande comunità politica d'Europa. L'ex sindaco di Firenze ha poi lanciato il guanto di sfida a Di Maio e Salvini, che parlano di "discontinuità" con il presente governo: "volete togliere gli 80 euro agli italiani, licenziare 100mila insegnanti assunti o rimettere la tassa sulla prima casa?". Un ricatto che rischia di far cadere il governo come allora fece Bertinotti "portando al potere la destra".

Renzi ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per l'operato del governo, ringraziando il ministro Minniti per il suo lavoro nel settore della sicurezza e garantendo di "sostenere con forza l'impegno dell'esecutivo Gentiloni, al quale va il nostro abbraccio ed affetto".

Per il segretario del Pd le priorità del governo sono la crescita economica e il lavoro, a differenza del Movimento 5 Stelle che punta sull'assistenzialismo: "Quel 918mila non è un numero, sono persone che con un lavoro hanno trovato dignità". Renzi ha poi auspicato un "Europa con la E maiuscola, dove sia colmata la mancanza di democrazia dal basso, per dare ai cittadini la possibilità di decidere davvero".

"Abbiamo portato il Paese fuori dalla crisi, ma da qui a sei mesi abbiamo una partita difficile". "Se toccherà a noi, apriremo un nuovo patto fiscale con gli italiani allo scopo di creare posti di lavoro". Ma c'è anche una pars construens nella narrazione renziana e riguarda la logica della "competenza" ("stop a barzellettieri e comici") e del Pd come "argine al populismo". La nostra sinistra è quella di Obama da cui saremo il 31 ottobre e il 1° novembre a Chicago. Sono andato molto di corsa, perché sento insieme a voi l'urgenza, l'impellenza di mettere mano ancora a molte cose. Da ottobre, via a un tour in treno, in attesa del voto che, Renzi sembra aver già deciso, sarà a marzo. Ragazzi non siate troppo timidi e non rimanete a lungo sui Social pieni di Fake News su di noi, uscite di casa, andate alla Bocciofila, nel mondo del volontariato e dell'associazionismo dove l'Italia e questa regione sono le prime al mondo. Vi ho nascosto un po di sudore, un po di fatica.

Da oggi si entra in modalità 'campagna elettorale'.


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