Renzi: "Caso Consip colpirà chi mente"

"Se vuole - avrebbero detto in più di un incontro tra Modena e Roma il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso nell'ambito dell'indagine sul caso Consip, e il colonnello Ultimo (che smentisce però di aver citato Renzi) - ha una bomba in mano". Resta dunque da stabilire se si tratti di dolo o di un errore. Anche suo padre Tiziano ha preferito non commentare lasciando che a farlo fosse il suo avvocato, Federico Bagattini. Un'anticipazione sugli sviluppi di un lavoro investigativo che Musti non avrebbe gradito. Dalla deposizione del procuratore emerge anche che lei ha cercato di tenersi lontana dal capitano, non rispondendo alle sue continue richieste di incontrarsi e ai suoi messaggi. Salvini è disperato. Dichiara che per Pontida non ci sono soldi. È la stessa procuratrice a ricostruire i retroscena durante la seduta di oltre due ore e mezza davanti alla prima commissione del Csm.

In ogni caso martedì scorso Scafarto è stato convocato dai pm romani, ma si è rifiutato di parlare.

IL CAPITANO ULTIMO: "SOLO LINCIAGGIO MEDIATICO" - "Non ho mai svolto indagini per fini politici", ha affermato il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, negando di aver mai pronunciato quella frase. Tuttavia, all'indomani della pubblicazione di questi colloqui, Lucia Musti ha deciso di non rilasciare dichiarazioni, nè alle agenzie di stampa, nè ai media locali. In realtà De Caprio smentisce la ricostruzione di Repubblica: "Non ho mai forzato la dottoressa Musti in nessuna cosa e ho sempre svolto le indagini che ci ha ordinato con lealtà e umiltà". Per tutto il giorno ha preferito il silenzio.

La procuratrice Musti ha detto di essersi sentita più volte sotto pressione nella gestione dell'inchiesta e la procura di Roma ha cquisito le carte dal Csm, destinate a confluire nell'attuale fascicolo aperto nella Capitale sulla Consip. "Non voglio usare il linguaggio della demagogia", ha concluso l'ex presidente del Consiglio. Romeo sarà processato il prossimo 19 ottobre. "Questa vicenda che era utilizzata per colpire me colpira' chi l'ha utilizzata per tradire il senso dello Stato" ha assicurato Renzi, aggiungendo che "lo scandalo Consip e' nato per colpire me e ho la sensazione che finira' per colpire chi ha falsificato le prove".

E su questo attacca Renzi: "Il giudizio politico è che qualcuno, quelli che volevano usare Consip per gettare fango addosso a me vedranno quel fango ritorcersi contro". E' stato cosi' per Expo, per il jobs Act. "La verità viene fuori".


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