Onu: "Quando è troppo, è troppo"

C'è bisogno di 'sangue freddo' e, soprattutto di proseguire sulla strada dei negoziati per risolvere la crisi sul programma nucleare e missilistico della Corea del Nord ha detto l'ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vassily Nebenzia, che ha aggiunto: "C'è urgente bisogno di mantenere il sangue freddo e astenersi da azioni che possono provocare ulteriori escalation della tensione". Le azioni del regime della Corea del Nord mostrano che "sta implorando la guerra", "la nostra pazienza non è infinita", ha aggiunto l'ambasciatrice. "Enough is enough": quando è troppo è troppo, ha detto Haley.

Intanto, gli Stati Uniti proseguono con linea dura, con Trump pronto a reagire con la forza. E ancora: "Chiunque continua a fare affari con la Corea del Nord sta solo aiutando il regime".

E ieri pomeriggio si è riunito il Consiglio di sicurezza dell'Onu, come sollecitato dall'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley, insieme agli ambasciatori giapponese, francese, inglese e sud coreano.Durante la riunione, il sottosegretario generale alle Nazioni Unite Jeffrey Feltman ha detto chequello effettuato dalla Corea del Nord "e' il test nucleare piu' potente mai realizzato in precedenza". Netta la posizione dei leader del G7 che hanno condannato "nei termini più forti possibili il nuovo test nucleare condotto" e il comportamento "irresponsabile" di Kim.

L'onda è stata pari a 5-6 volte quella generata dal quinto esperimento e 11 volte quella del quarto, entrambi del 2016, come ha riferito la Korea Meteorological Administration, l'agenzia sudcoreana che oltre al meteo ha in carico le rilevazioni sismiche.

Gli Stati Uniti stanno premendo affinché la comunità internazionale approvi compatta le sanzioni "più severe possibili" nei confronti di Pyongyang, con l'obiettivo di ridurlo - se possibile - a più miti consigli. La situazione, ha sottolineato, ha preso "uno slancio pericoloso".

Condannando con forza l'ultima "grave e incosciente provocazione da parte della Corea del Nord", l'Italia all'Onu ha chiesto da parte di Pyongyang "lo stop totale e definitivo dei programmi nucleari e missilistici in maniera completa, verificabile e irreversibile" e all'intera membership delle Nazioni Unite la piena attuazione delle sanzioni gia' in vigore.

In Giappone il premier Shinzo Abe ha definito la provocazione assolutamente inaccettabile, mentre il ministro degli Esteri Taro Kono si è speso per un'altra efficacia delle sanzioni Onu, rinnovando la sintonia con Seul e Washington.

Dalla Cina, invece, è arrivato un appello alla Corea del Nord.


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