Napoli, indagato rettore dell'ateneo Suor Orsola Benincasa

Da Firenze a Napoli la magistratura ha deciso di vederci chiaro nel mondo del baronato dell'Università.

Sotto inchiesta c'è Lucio D'Alessandro, magnifico rettore della Suor Orsola Benincasa di Napoli per il quale i magistrati hanno ipotizzato il reato di abuso di ufficio, mentre per i componenti della commissione universitaria Giovanni Coppola, Anna Giannetti, Alessandro Viscogliosi, è ipotizzata anche l'accusa di falso.

L'ipotesi - secondo quanto scrivono Il Mattino, IlFatto Quotidiano, l'edizione napoletana de La Repubblica ed ilCorriere del Mezzogiorno - è quella di aver favorito un figliodell'ex ministro Zecchino, nell'assegnazione di un posto diricercatore al Suor Orsola. E proprio in serata si è diffusa la notizia che poi riguarda anche l'Irpinia.

In particolare la vicenda scaturisce dal ricorso di una concorrente di Francesco Zecchino. Comunque sia il posto di ricercatore andò al figlio del politico.

Siamo nel 2008, quando la stessa commissione, nonostante le pronunce del Tar e del Consiglio di Stato, si riunisce per confermare la prima valutazione: quel posto di ricercatore, insistono i giudici, deve andare a Francesco Zecchino. L'ateneo così riconvocò la commissione che elesse nuovamente Zecchino, l'altra candidata ripercorse l'iter dell'appello al Tribunale Amministrativo Regionale, che decretò la necessità di una nuova valutazione dei titoli degli esaminati questa volta svolta da un direttivo composto ex novo. Tredici anni fa, quando era prorettore, d'Alessandro avrebbe formato una commissione ad hoc per agevolare Francesco Zecchino, figlio di Ortensio, docente del Suor Orsola e ministro dell'Università e della Ricerca scientifica tra il 1998 e il 2001, all'epoca dei governi D'Alema e Amato (padre e figlio non sono indagati). Non sono ancora arrivati commenti da parte degli interessati.


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