Malaria: per Sofia stesso ceppo dei due bimbi ricoverati

Il parassita che ha provocato la malaria ed ha ucciso la piccola Sofia, sarebbe lo stesso che aveva fatto ammalare i due fratellini ricoverati nella stessa stanza della bimba nell'ospedale di Trento. "In pediatria - spiega Di Palma - la prima ad arrivare di quella famiglia di ritorno dall'Africa era stata la bambina di 11 anni". Invita alla cautela il presidente dell'Istituto supero di Sanità, Walter Ricciardi, che però afferma: "Se ci dovesse essere perfetta sovrapponibilità si aprirebbe lo scenario di un incidente ospedaliero". "Ma possono esserci diversi ceppi". L'inchiesta punta ad accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti per ricostruire con precisione le tappe cliniche che hanno portato alla morte della bimba.

La direttrice dell'unità operativa di pediatria dell'ospedale di Trento ha spiegato che oltre alle due bambine africane in pediatria, all'ospedale di Trento, c'erano anche la mamma e un fratello più grande, adolescente, ricoverati invece nel reparto degli adulti. La dott.ssa Di Palma spiega che la famiglia era giunta in ospedale con le due bambine che presentavano una febbre alta.

La Procura di Trento indaga per omicidio colposo contro ignoti, in seguito alla morte di Sofia. "In Italia si registrano 600/700 casi all'anno di malattia, ma nella stragrande maggioranza dei casi riguarda migranti che l'hanno contratta nel Paese d'origine e il decorso è trattabile".

La bimba era stata ricoverata prima per diabete a Portogruaro (Venezia) e a Trento, poi era tornata in quest'ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, fatale poco dopo il trasferimento a Brescia.

Dopo che erano state disposte delle apposite trappole per catturare l'eventuale zanzara anofele, quella portatrice della malaria, i risultati sono stati negativi. Non abbiamo a oggi nessuna evidenza di contatto.

Tolta l'eventualità delle zanzare, resta l'ipotesi della strumentazione infetta. Terzo punto da verificare, se gli elementi che è possibile raccogliere lo consentiranno, è come sia avvenuto il contagio, quindi se attraverso strumenti utilizzati per le cure o a causa della puntura di una zanzara. "Gli altri plasmodi sì, ma questo più pericoloso mai". Ora non resta che attendere le ulteriori indagini e analisi.


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