L'ultimo caso di malaria registrato in Maremma vent'anni fa: non fu mortale

La lotta all'Anopheles, e di conseguenza alla malaria, è stata condotta principalmente tramite l'uso di insetticidi, DDT, i quali hanno permesso l'eliminazione completa della malaria dai paesi del primo mondo.

Si vaglia ogni possibilità e ogni tappa clinica che ha portato alla causa della morte della piccola. In pratica il contagio avviene nel Paese straniero poi ci si ammala una volta rientrati in Italia. E la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia.

Secondo gli esperti sono essenzialmente tre i modi in cui la malaria potrebbe aver colpito la piccola Sofia Zago, la bambina di 4 anni morta lunedì 4 settembre 2017. "Siamo a disposizione sia della magistratura che degli esperti che vorranno venire da Roma", spiega Di Palma. La famiglia, infatti, nelle scorse settimane non si era recata in vacanza all'estero, tanto meno in Paesi a rischio, ma a Bibione, in provincia di Venezia. Dunque è ancora mistero su come la Sofia abbia contratto la malattia.

La malaria è una malattia che non risparmia i Paesi sviluppati: il "serbatoio" sono le persone infette, che possono anche non manifestare sintomi, e il veicolo di trasmissione è la zanzara anofele, presente anche in Italia. Forse, molto forse, epidemiologicamente improbabile.

Non è solo una questione di malaria o di flussi migratori: tra aerei, valigie e container, le zanzare ormai viaggiano da un continente all'altro, ampliando a dismisura il raggio in cui possono portare i virus di cui sono vettore. Nel frattempo il mistero si fa sempre più fitto. Una volta iniettato in un uomo sano, il parassita comincia a moltiplicarsi esponenzialmente nel fegato e quindi, dopo 7 - 10 giorni, mediamente, si moltiplica nei globuli rossi. Così fosse, sarebbe non ancora un'emergenza sanitaria ma certamente una clamorosa e drammatica conferma del cambio climatico e delle sue crescenti e concrete minacce. La malaria grave però nei bambini può causare anemia grave, sofferenza respiratoria in relazione ad acidosi metabolica, malaria cerebrale. La disinfestazione compiuta al Santa Chiara non era strettamente necessaria, ma si è comunque ottemperato alle disposizioni dell'Istituto Superiore di Sanità, previste nel caso di impossibilità di individuazione dell'origine della malattia. Si racconta che non per la spada ma per la maledetta puntura Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio sulla spiaggia della Feniglia agonizzò e morì a Porto Ercole divorato dalla febbre.

La malaria peraltro ha un'incubazione di una durata variabile, che però coinciderebbe in maniera sospetta con il periodo di ricovero della bimba con i due malati accertati. Muore di malaria a 4 anni una bimba di Trento E' oramai certo che la bambina ricoverata a Brescia sia deceduta a causa del plasmodio trasmesso da una zanzara. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto il virus.

La risposta è pressochè impossibile da avere, ma intanto si può ragionare su alcuni aspetti.

ZANZARA DA VIAGGIO. Resta l'ipotesi della "zanzara da viaggio", "solitamente questi casi si registrano all'interno degli aeroporti o nelle zone immediatamente limitrofe". Le indicazioni in questo caso sono molto semplici: vestirsi con abiti ampi che non lascino scoperte la pelle e coprano in modo particolare polsi e caviglie e ricorrere all'utilizzo di zanzariere, sia di notte che di giorno, cospargendole di adeguati presidi chimici in grado di respingere le zanzare. Si tratta solo di scaramucce iniziali in vista dei più preoccupanti referendum indetti dalle regioni Veneto e Lombardia per ottenere quell'autonomia che lo Stato centralista non vuol saperne di concedere.


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