Lega, Salvini: "Pm ci bloccano i fondi, attacco alla democrazia"

I fondi sarebbero dislocati in varie banche locali (in Emilia, in Liguria, a Bergamo, a Trento) e sono ora bloccati a seguito della condanna in primo grado dello scorso luglio per l'ex tesoriere Belsito, Bossi e suo figlio Renzo per presunta truffa e irregolarità sull'utilizzo di tali fondi pubblici. Si sta cercando di arrestare l'avanzata della Lega che è al suo massimo storico, aggiunge. Nessuno racconta: "ma i 48 milioni di euro che dovete pagare allo Stato?".

C'è chi vuole mettere bavaglio al dissenso Per Salvini "c'è chi, usando un pezzettino di magistratura, anche un solo giudice, vuole mettere il bavaglio al dissenso, ad alcuni milioni di italiani che credono nella Lega".

E intanto dalla vicenda esplode la polemica politica con Renzi che affonda e attacca la lega: "Pensate a come sta messo il centrodestra: tutti i giorni la Lega fa la morale a Roma ladrona ma nessuno che dica che c'è un partito che ha rubato i soldi del contribuente".

Pontida la facciamno lo stesso "Se qualcuno pensa di bloccarci si sbaglia di grosso, andiamo avanti ancora più forti di prima". Una reazione durissima, quella di Matteo Salvini di fronte al blocco dei conti correnti intestati a diverse sezioni della Lega Nord.

Per approfondire: Per davvero la Lega rischia la bancarotta? La Lega deve dare 48 milioni di euro del contribuente. "E l'eventuale sequestro si profila come una specie di spada di Damocle perenne fino al tetto fissato dai magistrati, laddove anche in futuro dovesse spuntare un po' di liquidità". Matteo Salvini ha convocato in fretta e furia una conferenza stampa alla Camera e ha criticato con veemenza le toghe: "È un attacco senza precedenti alla democrazia, un atto unico nella storia della Repubblica, una scheggia della magistratura ci vuole mettere fuori gioco". "Sono atterrato da Strasburgo, pensavo di arrivare in un Paese libero ma non è così". La Lega ha due società partecipate, spiega Centemero, "una di queste è proprietaria degli immobili: via Bellerio, il prato di Pontida, due vetrine nella periferia di Milano e poche altre realtà, ma non di pregio, perlopiù strutture acquistate nel passato e adibite a sedi territoriali del movimento". Abbiamo organizzato meglio la situazione, accentrando tutte le attività in un'unica palazzina. "Sugli immobili la nostra è una gestione virtuosa".


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